agosto 05, 2015

Nancy Meyers – Biografia

Nancy Meyers, la regista che “non va in vacanza”

(Philadelphia, 8 dicembre 1949)

NancyMeyersNancy Meyers è una sceneggiatrice e regista americana a cui molte donne appassionate di cinema vorrebbero somigliare. La sua carriera inizia come story editor, produttrice, poi sceneggiatrice, assistente alla regia e finalmente regista per dei film hollywoodiani di grande successo.

Il suo stile è inconfondibile: ironico, raffinato e femminile, americano, dinamico e moderno. In collaborazione con il marito Charles Shyer scrive le parole che vengono poi pronunciate dai grandi big del cinema in film come “Soldato Giulia agli ordini” (ricordate la sexy Goldie Hawn?), la delicata commedia “Baby Boom” (Diane Keaton in carriera dà un nuovo senso alla maternità), “Genitori in trappola” (dove emerge con doti da bambina prodigio Lindsay Lohan).

È come regista che Nancy ci regala tre godibilissime commedie romantiche. In “What Women Want – Quello che le donne vogliono” (2000) con Mel Gibson e Helen Hunt, l’affascinante Nick riesce nientemeno a leggere nel pensiero delle donne e a fare di conseguenza ciò che loro vorrebbero. Darcy, donna in carriera, moderna e indipendente, si innamora di lui, collega con cui deve creare una campagna pubblicitaria per una grande marca. Nick – pur rimanendo uomo in tutti i sensi – la segue sapendo benissimo cosa lei vuol sentirsi dire. La commedia offre tanti momenti comici e divertenti, riuscendo a mettere a fuoco i rapporti uomo/donna sul lavoro. Con Diane Keaton, Jack Nicholson, Keanu Reeves dirige invece “Tutto può succedere” (2003). Ancora una volta è Diane Keaton la sua musa ispiratrice e a guardarle bene attrice e regista si somigliano anche fisicamente. L’ambientazione assolutamente unica del film è una villa sul mare agli Hampthons. L’arredamento è realizzato con tenui sfumature di bianco e piccoli dettagli lavanda e neri. La casa è talmente bella da essere oggetto di discussioni su numerosi forum sul web e articoli su riviste di architetture. In realtà si tratta di un set cinematografico, smantellato dopo le riprese (what a pity!!!), ideato da Beth Rubino e John Hutman, un lavoro di design talmente sofisticato da essere elemento centrale nel film. Anche in questo caso Nancy Meyers non ha tra le mani un copione facile: battute incalzanti, dialoghi svelti e moderni. Diane Keaton (chi non vorrebbe invecchiare come lei?) è vestita in modo semplice, rigoroso e al tempo stesso sexy, a tal punto da far innamorare il giovane dottore interpretato daKeanu Reeves e il più “age”, ma sempre “cool” Jack Nicholson, amante della figlia. “L’amore non va in vacanza” (2006) è il terzo riuscito lavoro della Meyers in qualità di regista. Attori belli, giovani, bravissimi (Cameron Diaz, Jude Law, Kate Winslet) che si muovono anche in questo caso in una splendida ambientazione (romantica nella casetta inglese, super high tech nella villa a Los Angeles). Dialoghi e situazioni sono nuovamente veloci e ironici in questa commedia di equivoci e scambi di ruoli che sembra rendere lo stile della Mayers ormai facilmente identificabile. Donne lavoratrici e indipendenti, uomini, che pur rimanendo tali, alla fine, come in un sogno fanno ciò che le donne vorrebbero vedergli fare… e quando a fare quello che vorremmo sono i begli occhi di Jude Law, beh c’è ancora più gusto.

Ogni dettaglio nei film di Nancy Meyers è estremamente curato (set, dialoghi, costumi), inoltre i suoi film sembrano farsi portavoce di un certo tipo di donna moderna: ambiziosa nel lavoro, indipendente, desiderosa di un amore romantico, di un posto ideale in cui vivere con ai piedi un bel paio di stivali di Balenciaga. Caratteristiche che ritroviamo nell’ultimo lavoro della regista “È complicato” (2009) con Meryl Streep, Alec Baldwin e Steve Martin.

Paola Mattu

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