Michele Soavi è insieme a Lamberto Bava uno dei registi più vicini al maestro dell’horror, Dario Argento
(Milano, 3 luglio 1957)
Michele Soavi, nato il 3 luglio 1957 a Milano, fin da giovanissimo si interessa al cinema, ma inizialmente lo attrae la recitazione e infatti ben presto frequenta i corsi di teatro dello Studio Fersen per le Arti Sceniche.
Negli anni Settanta entra come attore nell’allora molto attivo mondo dei b-movie all’italiana. Reciterà per i maestri del genere come Lucio Fulci, Enzo G. Castellari e Joe D’Amato in film quali “Paura nella città dei morti viventi” (1980), “Il giorno del Cobra” (1980) e “Caligola: la storia mai raccontata (1982). Intanto la crisi degli anni Ottanta distrugge lentamente il sistema industriale del cinema trash italiano e Soavi comincia ad affiancare alle particine attoriali anche ruoli di regia, specialmente come assistente di Lucio Fulci, del quale diventa praticamente un allievo, ma è anche sul set con Dario Argento, in “Tenebre” (1982).
Nel 1987 esordisce col suo primo lungometraggio, “Deliria”, naturalmente uno slasher-horror ambientato nel mondo del teatro e della danza. Del 1989 è “La chiesa”, una storia di fantasmi ambientata in Germania, scritta e prodotta da Dario Argento e che vede tra i protagonisti una giovanissima Asia Argento. Concepito inizialmente come l’ennesimo capitolo della serie “Demoni”, il film viene animato dai virtuosismi registici di Soavi e riceve una buona accoglienza sul mercato internazionale.
Gli anni Novanta si aprono con un’altra produzione firmata da Argento, “La setta” (1991), storia di una donna perseguitata da diabolici satanisti che l’hanno prescelta per partorire l’Anticristo. Nel 1994, grazie al successo del fumetto horror “Dylan Dog”, si decide di tentare un parziale adattamento, basato su un romanzo di Tiziano Sclavi e interpretato da RupertEverett, l’attore cui si sono ispirati i fumettisti nel costruire la figura dell’Indagatore dell’Incubo. Il risultato è “Dellamorte Dellamore”, curioso horror filosofico ambientato in Italia, che vede come coprotagonista una seducente (ancorché defunta) Anna Falchi. Il film non ha molto successo sugli schermi nostrani, ma lentamente diventa un oggetto di culto negli USA, dove circola abbondantemente in DVD.
Dalla metà degli anni Novanta, Soavi preferisce dedicarsi alla pubblicità e alla televisione. Per la Rai dirige fiction di successo come “Ultimo 2 – La sfida” (1999), “Uno bianca” (2001), “Ultima pallottola” (2003) e “Nassirya – Per non dimenticare” (2007). Nel 2006 torna sul grande schermo con “Arrivederci amore ciao”, ambizioso affresco degli anni della lotta armata, interpretato da Michele Placido, Carlo Cecchi e Isabella Ferrari e con “Il sangue dei vinti” (2008), ancora con Michele Placido, controversa rielaborazione del periodo della resistenza. Il suo più recente progetto è la fiction “La narcotici” (2011), interpretata da Stefano Dionisi, Libero De Rienzo e Ricky Memphis.
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