Maria by Callas (2017)

Maria by Callas – Recensione: il regista Tom Volf realizza un film sulla vita della più grande cantante lirica di tutti i tempi

Maria by Callas recensione

Ci sono voluti tre anni per raccogliere tutto il materiale necessario per raccontare la storia di Maria Callas, nata nel 1923 a New York da una famiglia greca e morta a Parigi nel 1977 all’età di 53 anni. Sembra poco tempo fa, ma già il materiale e i ricordi dei testimoni dell’epoca presentano lacune che il regista ha sentito di dover riempire per restituire al mondo un ritratto esaustivo dell’artista.

Sicuramente Volf ha intrapreso un lavoro di ricerca e di documentazione molto ben organizzato, ma il risultato ci rende la vita della cantante approfondendo troppo poco i vari aspetti della sua personalità e le sue zone d’ombra, come se si temesse di scalfire un’icona del passato, un uovo perfetto d’alabastro, che avrà anche un suo interno, ma non lo si vuole mostrare dalle sue crepe.

Il gusto per un’epoca d’oro della mondanità, il recupero di quel fascino vintage, gli ambienti altolocati in cui le varie personalità si incontrano, artisti, reali delle varie casate europee e grandi magnati, sembra che soddisfino appieno la curiosità del regista. Di conseguenza gli aspetti più intimistici della Callas vengono citati con grande superficialità o addirittura omessi. La personalità dell’artista e la sua formazione, la sua determinazione nel voler conseguire il successo sono chiaramente espressi, meno la sua volubilità, la sua fragilità.

Maria by Callas: la donna nascosta dietro l’artista

A tratti nevrotica, con un super-io iperstrutturato, Maria Callas lascia appena sfuggire in una conversazione un’affermazione in cui si riconosce una grande abilità nel gestire le emozioni, a palesare agli altri un umore allegro anche quando sta vivendo una sofferenza interna. Questo è uno dei pregi, forse inconsapevole del film, vengono riproposte molte interviste fatte alle Callas da varie televisioni. La camera spesso indugia sugli occhi della diva, e seppure volontariamente celate, le sue inquietudini, tristezze e paure fanno capolino da quei grandi occhi fortemente bistrati e dagli angoli della bocca, condannati a un sorriso lievemente forzato. Il suo autocontrollo è anche ben evidente nella modalità in cui imposta l’emissione canora, nelle performance all’apice del successo, quasi sempre la cantante blocca le proprie braccia con le sue stesse braccia, il torace sembrerebbe comprimersi e la sua espansione limitarsi se non fosse per un recupero asimmetrico dalle spalle.

La diva, nel corso della sua vita ha sperimentato successi planetari e innumerevoli gratificazioni, ma anche una lunga serie di eventi penalizzanti e faticosi. Senza considerare la competizione professionale e i contrasti coi vari istituti operistici e i loro direttori, pensiamo alla vita sentimentale, a un primo matrimonio, naufragato ben presto, e al suo secondo amore con Aristotele Onassis, durato nove anni e terminato con la dolorosa scoperta delle sue imminenti nozze con Jacqueline Kennedy. Pensiamo alle preoccupazioni per tenere il suo timbro vocale sempre all’altezza col passare degli anni e al voler organizzare una carriera alternativa a quella lirica col procedere dell’età, forse quella recitativa.

Maria by Callas: quello che è stato taciuto

“Maria by Callas” sicuramente sorvola molto sul decadimento della voce dell’artista nella sua ultima tournée, così come sulle sue depressioni, insonnie e su come tentasse di risolverle comprando degli ipnotici al mercato nero.

Eppure la raccolta del materiale è stata imponente e contempla: foto inedite, registrazioni audio live ufficiali e filmini in super 8 girati dai vari ammiratori, interviste televisive, lettere alla sua insegnante di canto e l’unica lettera di amore scritta ad Onassis, lette nel film originario da Fanny Ardant e nella versione italiana da Anna Bonaiuto, filmati che documentano le vacanze sul panfilo di Onassis e filmati che documentano il rapporto con Pasolini fuori e dentro il set di “Medea”, anche quest’ultimo trattato con troppa superficialità.

Un lavoro complesso sicuramente, ma che ci condanna a dover scorgere gli aspetti più intimistici di una diva tra le incrinature appena accennate delle sue espressioni, spesso soffocate da un glamour eccessivo fatto di abiti eleganti, pellicce, perle al collo e barboncini che cambiano colore nelle varie fasi della vita.

Marco Marchetti

  • Titolo originale: Maria by Callas: In Her Own Words
  • Regia: Tom Volf
  • Cast: Maria Callas
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 113 minuti
  • Produzione: Francia,2017
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Data di uscita: 14 maggio 2018

Maria By CallasPresentato alla Festa del Cinema di Roma 2017, "Maria by Callas" è un film documentario sulla memorabile vita della cantante lirica attraverso intime immagini e testimonianze di persone che sono entrate nella sua vita come Onassis, Marilyn Monroe, Alain Delon, Yves Saint-Laurent, J.F. Kennedy, Luchino Visconti, Winston Churchill, Grace Kelly, Liz Taylor e molti altri. Il film diretto da Tom Volf e prodotto da Little Dragon, Elephant Doc, Volf Productions sarà al cinema solamente dal 16 al 18 aprile.

Maria by Callas: il mistero di una voce

Maria Callas è stata molte donne: da Euridice in "L'anima del filosofo" all'incandescente Medea, da Lady Machbeth alla toccante Ifigenia in "Ifigenia in Tauride".

Il progetto di "Maria by Callas" si declina attraverso: il film, un'esposizione presentata al dipartimento di Hauts-de-Seine, tre libri e una collezione di registrazioni.

Questo progetto racchiude una grandissima quantità di documenti preziosissimi di Maria Callas. Interviste, articoli, reportage, foto rare di esibizioni e lunghi viaggi nelle più grandi capitali di tutto il mondo, sono al centro della pellicola per celebrare i 40 anni della morte della cantante. Una donna che ha vissuto una vita molto intensa sia dentro che fuori i teatri.

Dietro le confessioni e la lettura di lettere di una donna che ha dato tutto per raggiungere la perfezione nella sua arte, c'è la voce narrante di Fanny Ardant nella versione francese e di Anna Bonaiuto nella versione inglese. Icona di stile e diva indiscussa, Maria Callas è stata acclamata in tutto il mondo. Importante collaborazione quella con Luchino Visconti che nel 1955 le offre la "Traviata" con la direzione di Carlo Maria Giulini.

 

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