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Marco Risi - Biografia

Marco Risi, figlio del grande Dino, diventa sceneggiatore e regista e dal 1982 inizia una carriera di autore impegnato nella tematica sociale

(Milano, 4 giugno 1951)

Marco Risi, figlio del grande Dino, nasce a Milano il 4 giugno del 1951. Sceneggiatore e regista, si fa le ossa con lo zio Nelo e Duccio Tessari, come assistente alla regia. In seguito firma la sceneggiatura di “Caro papà” nel 1979 e l’anno successivo di “Sono fotogenico” entrambi diretti dal padre.

Il suo primo film dietro la macchina da presa è la commedia “Vado a vivere da solo” del 1982 con l’ex Gatto di Vicolo Miracoli Jerry Calà. Lo stesso attore sarà protagonista dei suoi lavori seguenti: “Un ragazzo e una ragazza” del 1983 e “Colpo di fulmine” del 1986. La svolta verso l’impegno arriva nel 1987 con “Soldati - 365 all’alba” con Massimo Dapporto e Claudio Amendola. Risi racconta, tra mille difficoltà sul set, la dura realtà del “nonnismo”.

Non meno duro è il tema di “Mery per sempre” del 1989. Tratto da un romanzo di Aurelio Grimaldi, è la difficile scommessa di un insegnante che opera nel carcere minorile di Malaspina di Palermo. Tra gli allievi spiccano il difficile Natale (Francesco Benigno) e il transessuale Mery, interpretato da Alessandra Di Sanzo. Ad eccezione di Claudio Amendola e Michele Placido, unici attori protagonisti, il resto del cast è preso dalla strada sull’onda del neorealismo. Per questa ragione Marco Risi risulta a tutti gli effetti tra gli autori del neo-neorealismo.

Il successivo “Ragazzo fuori” del 1990 è una sorta di sequel di “Mery per sempre” con lo stesso cast. I nostri eroi sono liberi ma la vita in strada è dura né più né meno che in galera. La tragedia di Ustica del 1980 è al centro della pellicola di Risi del 1991 “Il muro di gomma”, quello che cerca di rompere un testardo giornalista de Il Corriere della Sera in dieci lunghi anni, di bugie e di domande senza nessuna risposta. Il film è un atto di denuncia di una delle più brutte pagine della storia italiana contemporanea, purtroppo ancora avvolta nel mistero.

Nel 1992 ritorna alla commedia con “Nel continente nero”, che vede Diego Abatantuono come protagonista alla scoperta di un padre morto in Africa tra mille misteri. Mentre è un episodio veramente accaduto in una cittadina del Lazio ad ispirare il film “Il branco” del 1994, che racconta uno stupro di gruppo. Ne fanno parte un giovanissimo Ricky Memphis e un inedito Luca Zingaretti in un ruolo da cattivo che più cattivo non si può. Un’umanità alla deriva in un condominio romano aspetta la fine dell’anno ne “L’ultimo capodanno” (1998), tratto da un racconto di Niccolò Ammaniti. Il cast è stellare e vede tragli altri una splendida Monica Bellucci, Claudio Santamaria, Alessandro Haber e dulcis in fundo Francesca D’Aloja, moglie del regista dal 1993. Tuttavia, il film è distribuito in poche sale ed è accolto molto male dalla critica. Mentre va meglio il road movie tutto al femminile “Tre mogli” del 2001. Tre donne, molto diverse tra loro vanno alla ricerca dei loro mariti misteriosamente scomparsi. Partite da Roma nella notte di Capodanno, si ritroveranno alla fine in Patagonia per scoprire che niente è come sembra. Loro sono Iaia Forte, Silke e la D’Aloja.

La vita del carismatico Diego Maradona, grande campione in campo ma uomo fragilissimo, è alla base del film biografico “Maradona, la mano de Dios” girato da Marco Risi nel 2007. Non solo lo sport e il famoso goal di mano sono il filo conduttore del film, ma le accuse del campione argentino alla Fifa, da lui chiamata in causa in mille interviste. E quindi ancora una volta l’impegno civile, che oramai è un tratto distintivo delle opere di Marco Risi al pari delle difficoltà incontrate nella distribuzione dei suoi film. È infatti passato quasi senza silenzio il suo ultimo “Fortapàsc” (2009) con uno straordinario Libero De Rienzo nei panni del giornalista napoletano Giancarlo Siani. Con notevole maestria, Risi racconta i suoi ultimi giorni, prima di essere ucciso a soli 26 anni in un agguato di camorra.

Durante la lavorazione, il grande regista Dino Risi, padre di Marco muore. Per questo il film è dedicato a lui. Ultimamente Marco Risi ha interpretato suo padre Dino in un cammeo sul set ricostruito del suo celeberrimo “La moglie del prete”, nella pellicola diretta da Virzì “La prima cosa bella” (2010).

Ivana Faranda

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