Maradonapoli

Maradonanapoli – Recensione: l’amore di un popolo per il suo campione

Maradonapoli calciatore

Diego Armando Maradona è notoriamente uno dei giocatori più forti della storia del calcio ma, chi non è napoletano difficilmente può comprendere quello che il grande campione argentino ha rappresentato per l’intera città. Alessio Maria Federici attraverso “Maradonanapoli”, intende mostrare quel rapporto unico e indissolubile, come il titolo del suo film, che unisce un popolo al suo campione. Il suo è un documentario sinceramente celebrativo che esclude le ombre proprie di un personaggio, comunque, controverso. In un opera del genere non ci sarebbe stato spazio a critiche anche perché gli stessi napoletani sembrerebbero aver dimenticato il triste epilogo. Da quel 1991, quando Maradona abbandonò frettolosamente la città, il tempo ha creato una certa distanza, lasciando spazio unicamente al mito, alla leggenda.

Maradonanapoli: anni irripetibili

Nel 1984, con una sorta di miracolo e qualche furbo espediente, il presidente del Napoli acquistò dal Barcellona quello che già all'epoca era considerato il più forte giocatore di calcio del mondo. Il fenomeno argentino fu accolto al San Paolo da decine di migliaia di tifosi, accorsi unicamente a vedere il grande campione fare qualche palleggio. Era l’inizio di una lunga storia d’amore, calcisticamente terminata nel 1991 ma idealmente, nel sentimento popolare, mai conclusa. Il Napoli di Maradona vinse scudetti e coppe, riuscendo a riscattare lo spirito di un intero popolo.

Maradonanapoli: la storia attraverso il ricordo

Grande protagonista del film non è Maradona, che compare solo in brevi immagini di repertorio, ma la città di Napoli, con i suoi volti e i suoi personaggi. Il campione è raccontato attraverso le esperienze e i ricordi di persone provenienti dalle più disparata classi sociale: dal pizzaiolo al professore universitario, dall'ambulante al giornalista; nessuno sembra estraneo al profondo amore per il campione. Inevitabilmente emerge la straordinaria umanità, il modo di pensare e di vivere di un popolo, a suo modo, unico e affascinante. Per quel mito, venerato quasi alla pari di San Gennaro, il loro sguardo tradisce ancora una forte emozione dal quale non è esclusa mai un forte dose di ironia e autoironia, quella proprio dello spirito partenopeo.

Le musiche enfatiche e il montaggio dinamico che alterna il volto degli intervistati a scorci dove è ancora tangibile l’immagine del campione, restituisce quel forte sentimento ancora profondamente vivo anche nelle nuove generazioni; come un moderno eroe le gesta di quel 'napoletano che vive all'estero' si tramandano di padre in figlio.

"Maradonapoli" è un film estremamente interessante capace, anche grazie alla sua breve durata (poco più di 70 minuti), di interessare anche i non appassionati di calcio.

Oreste Sacco

 

  • Regia: Alessio Maria Federici
  • Genere: Documentario, Colore
  • Durata: 90 minuti
  • Produzione: Italia, 2016
  • Distribuzione: Warner Bros. Italia
  • Data di uscita: 1 Maggio 2017

Maradonapoli poster film"Maradonapoli" è il film evento che racconta il calciatore argentino attraverso gli occhi dei napoletani. Il regista Alessio Maria Federici con un documentario inedito è andato alla scoperta di Napoli, portandosi dietro come guida una figura quasi sacra alla città e ai suoi abitanti, quella di Maradona.

Diego Armando Maradona arriva al Napoli il 30 Giugno 1984, data indimenticabile per i napoletani.  Altro giorno che resta nella storia di Napoli è il 10 Maggio 1987, data in cui grazie ai goal del formidabile calciatore la squadra vince il suo primo scudetto.

Maradona lo stesso anno fa ottenere alla squadra partenopea la Coppa Italia ed è festa grande per le strade della città. Nei sette anni in cui rimane nel capoluogo campano il team vince anche due scudetti. Diventa un mito, una figura leggendaria, i cui lineamenti assumono la stessa aura sacrale dei santi nelle case dei tifosi napoletani.

Maradonapoli: è una Napoli piena di passione e orgoglio

Con "Maradonapoli" Federici non vuole solo raccontare una parentesi di storia calcistica italiana di un'epoca d'oro. La sua telecamera scende nei vicoli di una città complessa e nascosta, spesso al centro della cronaca che non rende sempre giustizia alla sua bellezza e alla sua preziosità. Il regista scova in ogni angolo un'immagine di Maradona, un oggetto che lo ricordi e va alla ricerca di ciò che ha significato per i napoletani avere un tale personaggio nella propria città, ma non solo.

Ogni volta che si nomina Diego Armando Maradona sale alla mente un ricordo, ed ecco che il giocatore diventa una via d'accesso privilegiata alla vita di persone che hanno vissuto quegli anni e quella città come pochi. Anche altri interrogativi vengono posti da Alessio Maria Federici, cosa rimane nella Napoli di oggi di Maradona? E cosa significa per le generazioni che non erano ancora nate in quegli anni la leggenda di Diego "El pibe de oro" (il ragazzo d'oro)?

In una colorata e rumorosa sintesi proposta in questo documentario si guarda Napoli sotto una nuova luce. Scoprendo che nei napoletani il ricordo è tutt'altro che sbiadito nel tempo; si è mantenuto acceso e vivo come a prova del fatto che Maradona ha lasciato tanto a Napoli, più di quanto egli stesso si aspettava.

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