Louis Malle

Louis Malle, messo sull’ “ascensore per il patibolo” in Francia

(Thumeries, 30 ottobre 1932 – Beverly Hills, 23 novembre 1995)

Louis Malle registaLouis Malle, nato il 30 ottobre 1932 a Thumeries, nel nord della Francia, è uno dei registi francesi che, insieme a Godard e Truffaut, ha fatto parte del gruppo storico della Nouvelle Vague, contribuendo a innovare profondamente il carattere del cinema europeo e mondiale dopo gli anni ’60.

Malle nasce e cresce in una famiglia della grande borghesia industriale, è infatti nipote di Henry Béghin, uno dei fondatori dell’industria dello zucchero in Francia. Cresciuto fra gli agi e i privilegi tipici dell’aristocrazia finanziaria, passa la giovinezza in diversi collegi cattolici.

A 14 anni riceve in dono una cinepresa super8 e comincia ad appassionarsi di cinema e fotografia. Per questo, qualche anno dopo, decide di non occuparsi di affari, ma si iscrive all’IDHEC, prestigiosa scuola di cinema fondata dal regista Marcel L’Herbier. Il caso vuole che il celebre naturalista ed esploratore, Jacques Cousteau sia alla ricerca di un giovane assistente per realizzare uno dei suoi documentari sul fondo marino e decida di rivolgersi proprio all’IDHEC, scegliendo, fra tanti possibili candidati il promettente Malle. Dopo un viaggio avventuroso durato alcuni mesi, a bordo dello yacht Calypso, nasce “Il mondo del silenzio” (1955), documentario premiato con la prestigiosa Palma D’Oro a Cannes (primo caso nella storia del Festival, che rimarrà anche l’unico fino a “Fahrenheit 9/11” di Michael Moore).

Louis Malle: l'assistente supera il maestro

Louis Malle bianco e neroIl prestigioso premio costituisce un trampolino di lancio per il giovanissimo operatore che si ritrova a fare da assistente a Robert Bresson per “Un condannato a morte è fuggito” (1956). Malle si avvicina dunque alle posizioni della nascente Nouvelle Vague, raccolta attorno alla rivista “Cahiers du Cinéma”, pur mantenendo una posizione un po’ distaccata. Infatti sarà sempre interessato al genere, alla narrazione e a un uso elegante della fotografia, rifiutando le rotture più sperimentali degli anni ’60-’70.

Il suo primo lungometraggio è il thriller-noir “Ascensore per il patibolo” (1957), una fosca storia di complotti e tradimenti interpretata da Jeanne Moreau e Maurice Ronet. La colonna sonora originale, curata da Miles Davis, la rottura con i ritmi e i codici del noir francese e la recitazione al tempo stesso rarefatta e naturalistica contribuiscono a trasformare il film in un classico del cinema thriller, imitato e citato in decine di altre pellicole.

A soli 25 anni Malle ha acquisito già la fama di un grande regista, che conferma con il successivo “Gli amanti” (1958), sempre con Jeanne Moreau, un attacco all’ipocrisia della società francese, premiato al Festival di Venezia. Altri film notevoli di quegli anni sono “Zazie nel métro” (1960), dal romanzo di Raymond Queneau e “Fuoco fatuo” (1963), ispirato all’opera controversa di Pierre Drieu La Rochelle e di nuovo premiato a Venezia con il Gran Premio della Giuria.

I film-scandalo

Louis Malle a coloriIl ladro di Parigi” (1967) con Jean Paul Belmondo, porta avanti la feroce polemica contro i riti e i miti della borghesia francese con tratti quasi anarcoidi che sono ormai tipici del regista. Durante i tumulti del 1968, Malle decide di distaccarsi dalla madrepatria e, per riflettere, si reca in India, dove gira i documentari “Calcutta” e “L’India fantasma” (1969). Tornato in Francia gira “Soffio al cuore” (1971), lontanamente ispirato alle opere erotiche di Georges Bataille, un film che affronta il tema dell’incesto madre-figlio senza prendere alcuna posizione di giudizio morale. Il film provoca un forte scandalo e ancora più scandaloso appare “Cognome e nome: Lacombe Lucien” (1974) nel quale Malle parla apertamente del collaborazionismo dei francesi con i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, argomento ancor oggi tabù nella Francia profonda.

Il protagonista di “Lacombe Lucien”, un ragazzo senza ideali, si ritrova a parteggiare per la Resistenza e poi per i nazisti quasi per caso, senza un motivo preciso. Gran parte del pubblico vede in questa prospettiva un insulto agli ideali nazionali e le polemiche sono feroci.

Louis Malle: alla conquista del cinema americano

Louis Malle intervistaDisgustato dall’atmosfera di contrasti politici che non lo coinvolge, Malle decide di trasferirsi negli Stati Uniti e di continuare la sua carriera a Hollywood. Qui Malle non rinnega la sua vena scandalosa, girando a New Orleans il celebre “Pretty Baby(1978), storia di prostituzione con Susan Sarandon, Keith Carradine e una giovanissima Brooke Shields. La Shields, allora dodicenne, viene mostrata in alcune scene di nudo, successivamente censurate e, paradossalmente, non può assistere alla prima del film, vietato ai minori di 18.

Mentre è negli USA, Malle si lega sentimentalmente all’attrice Candice Bergen, che sposa nel 1980 in secondo nozze. Del 1980 è anche “Atlantic City”, storia di un delinquente di mezza tacca, interpretato da Burt Lancaster, che si impadronisce per caso di una grossa partita di droga della mafia. Il film è un altro grande successo, particolarmente di critica, vincendo il Leone d’Oro a Venezia.

Dopo alcuni film e documentari girati negli USA, Malle sente che è arrivato il momento di tornare in patria. Lo fa occupandosi proprio degli argomenti che avevano causato il suo esilio, la Resistenza e il ’68. Del 1987 è “Arrivederci ragazzi” che descrive la vita di un collegio cattolico sotto l’occupazione nazista con la tragica storia della deportazione degli ebrei. Il film, ben accolto nel nuovo clima sociale e politico francese, costituisce una specie di consacrazione per Malle che vince in serie il Leone d’Oro a Venezia, il premio Delluc e sette César.

Nel 1989 con la commedia “Milou a maggio” mette in burla gli ideali sessantottini, mostrando una disputa familiare per un’eredità sullo sfondo della contestazione studentesca. Il regista francese è ormai considerato un maestro del cinema europeo, ma fa in tempo a fare solo due altri film: “Il danno” (1992) con Juliette Binoche e Jeremy Irons, e “Vanja sulla 42esima strada” (1994), adattamento di Anton Checov con Julianne Moore, prima di ammalarsi gravemente di tumore. Si spegne in California, a Los Angeles, il 23 novembre 1995.

Fabio Benincasa

Louis Malle Filmografia - Cinema

Louis Malle filmografia

  • Il mondo del silenzio (1955)
  • Ascensore per il patibolo (1958)
  • Gli amanti (1958)
  • Zazie nel metrò (1960)
  • Vita privata (1961)
  • Fuoco fatuo (1963)
  • Viva Maria (1965)
  • Il ladro di Parigi (1967)
  • Tre passi nel delirio, episodio William Wilson (1967)
  • Calcutta (1968)
  • L'india fantasma, film TV in 7 puntate (1969)
  • Soffio al cuore (1971)
  • Cognome e nome: Lacombe Lucien (1974)
  • Piazza della Repubblica (1974)
  • Luna nera (1975)
  • Pretty Baby (1978)
  • Atlantic City (1980)
  • Il mio pranzo con André (1981)
  • Alamo Bay (1984)
  • Crackers (1984)
  • Arrivederci ragazzi (1987)
  • Milou a maggio (1989)
  • Il danno (1992)
  • Vanya sulla 42esima strada (1994)

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