Kate Winslet
(Reading, 5 ottobre 1975)
Una rosa inglese fiorita a Hollywood Una nota pubblicità per una carta di credito mostrava una ragazza inglese in giro per i banchi del mercato londinese di Camden Lock, meta di chi ama trovare qualche pezzo unico di moda alternativa. Alla ragazza – toccando i curiosi prodotti in vendita – tornavano alla mente i ruoli da lei interpretati…beh’ una carriera davvero baciata dalla fortuna. Kate Winslet – come ci ricorda la pubblicità – è stata nel 1994 protagonista di “Creature del cielo” di Peter Jackson, nel 1995 di “Ragione e sentimento” di Ang Lee, nel 1997 candidata all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per “Titanic”, vicino a Leonardo di Caprio, nel 2001 interprete di “Iris”, nel 2004 di “Finding Neverland”, di Marc Forster, con Johnny Depp e con Jim Carrey di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (tradotto pessimamente “Se mi lasci ti cancello”). Questo ci mostra lo spot in pochi secondi: una ragazza normale con una vita molto speciale. La giovane Kate, nata in una famiglia di attori, comincia giovanissima la sua attività. Lavora in produzioni televisive e cinematografiche britanniche dall’età di 15 anni. La sua passione per la recitazione è talmente forte e veritiera che è impossibile restarle indifferenti. Il suo incarnato bianco sembra prendere fuoco quando in lei si accende la passione di una scena coinvolgente. E questa sua peculiarità, l’essere così dentro i suoi personaggi, l’ha resa subito una stella appetibile per lo star system americano. Hollywood la rende una vera icona del cinema dei nostri tempi proponendole parti davvero invidiabili. È la versatilità e la varietà dei ruoli che interpreta che contraddistingue la sua carriera. Coraggiosa ed eclettica nel decidere di passare da protagoniste in costume come Marianne Dashwood in “Ragione e Sentimento” (1995), tratto dal romanzo di Jane Austen e Ofelia in “Hamlet” (dove la somiglianza con il viso di Ofelia del celebre dipinto di Millais è davvero sorprendente), diretto da Kenneth Branagh, del 1996, alla oramai indimenticabile Rose di “Titanic” del 1997, che la consacra nel regno delle più grandi. All’apice del successo fa la figlia dei fiori on the road in Marocco nell’indipendente “Hideous Kinky” (1998) e poi una girandola di ruoli sempre diversi e sempre vissuti con grande passione: “Holy Smoke” di Jane Campion, nel 1999, “Quills” (2000) di Peter Kaufman , “Iris” (2001), in cui veste i panni la filosofa Iris Murdoch, malata di morbo di Alzheimer e “The Life of David Gale” (2003) di Alan Parker, con Kevin Spacey. Dopo il fantastico “Neverland” (2004), in cui ancora una volta indossa abiti di un’altra epoca, in “Romance & Cigarettes” (2004) è una commessa in un porno shop, sboccata, spiazzante, sexy e volgare. Anche nel 2006 il lavoro non le manca con ben quattro film nelle sale: “Tutti gli uomini del re”, “Little Children”, “Giù per il tubo” e il delizioso “The Holiday” (“L’amore non va in vacanza”). Nel 2008 la vedremo nuovamente al fianco di Leonardo di Caprio in “Revolutionary Road” tratto dal romanzo anni 60 di Richard Yates, sulla ipocrisia del sogno americano visto dagli occhi di April Wheeler, donna sposata che vive a Brooklyn con il marito; coppia benestante middle class e apparentemente famiglia felice che dovrà fare i conti con la propria ipocrisia fino ad arrivare a una inevitabile rottura. Anche questo ruolo sarà sicuramente completo per Kate, disegnato e riscritto per lei dal marito regista Sam Mendes. Anche i premi non le sono certo mancati: 5 nomination all’Oscar – un record da guinness dei primati, e a soli 31 anni, 5 candidature ai Golden Globes (e prima o poi una delle due statuette arrivera’…) e poi vari riconoscimenti come l’importante premio inglese Bafta, il Grammy Awards per il racconto per bambini “Listen to the Storyteller”, l’Emmy per una parte in una serie tv, “Extras”. Kate ha avuto due mariti, il primo l’aiuto regista Jim Threapleton da cui è nata la figlia Mia Honey e il secondo – conosciuto sul set, Sam Mendes, da cui ha avuto Joe Alfie. Straordinariamente realizzata quindi come attrice e come donna, Kate non cede ai modelli glamour omologati di cui sono vittime tante attrici dello star system. Non si sottopone a estenuanti diete, non è una fashion victim a tutti i costi e questo giova soprattutto alle sue interpretazioni. Sempre reale e “onesta” come lei stessa ama definirsi, in ogni film lascia un magico tocco che gli spettatori riescono sicuramente a percepire. E se dobbiamo accostarla a un’altra grande attrice sicuramente possiamo affermare che per potere espressivo e capacità interpretative Kate Winslet sia l’erede diretta di Meryl Streep.
Paola Mattu Furci
paolamattu@gmail.com
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