Il pugile del Duce

  • Regia: Tony Saccucci
  • Genere: Documentario, b/n
  • Durata: 65 minuti
  • Produzione: Italia, 2016
  • Distribuzione: Cinecittà Luce
  • Data di uscita: 21 marzo 2017

Il pugile del Duce la locandina del documentario"Il pugile del Duce" è il primo film documentario per Tony Saccucci, oggi professore di storia e filosofia al Liceo Mamiani di Roma. Questo docufilm, in uscita il 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo, riporta alla luce una storia, sepolta da tempo e polvere, negli archivi del Novecento italiano, in particolare del ventennio fascista: la vicenda di Leone Jacovacci, un pugile dotato di tecnica superba, agilità, intelligenza e potenza.

Poliglotta (quattro lingue parlate, più il romanesco), italiano e fascista, il 24 giugno 1928 allo stadio Nazionale di Roma diventa campione europeo dei pesi medi. Apprezzato beniamino del pubblico sportivo internazionale, in un tempo dove la boxe troneggiava nel settore degli sport, aveva, purtroppo, un solo unico problema: era nero, metà italiano, metà congolese.

Il pugile del Duce: il mancato 'riconoscimento' e il riscatto postumo

La sua è la storia di una scalata verso il 'riconoscimento', solo sfiorato e mai consolidato, dopo lunghi anni trascorsi a lottare per essere definito 'italiano', in una battaglia continua tra testate giornalistiche, uffici, politica e burocrazia. L'incontro fu una gatta da pelare per Mussolini: il fascismo 'purista' non poteva permettere che un 'nero' rappresentasse l'Italia agli occhi del mondo; perciò cancellò dalla storia italiana Leone, il pugile meticcio (facendo manomettere anche il filmato originale dell'incontro che lo ha consegnato alla gloria) e inventò il 'bianco' Carnera (altra leggenda della boxe).

Il riscatto giunge al giorno d'oggi grazie all'impegno e alla ricerca di Mauro Valeri, biografo del pugile black, uno dei massimi esperti italiani di razzismo, con il suo libro "Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l'invincibile mulatto italico" e con questo docufilm ad esso ispirato, che restituiscono alla luce la storia del pugile ostracizzato dal regime.

Seguendo la vicenda appassionante e rocambolesca del ragazzo, dal centro pulsante dell'Africa alla Roma mussolinana, tra vari impieghi, identità e paesi differenti, gli incontri su navi, strade, locali e poi i ring ufficiali, nel leitmotiv dell'impossibilità del riconoscimento, il documentario sfida l'oblio, conducendo a una lunga, faticosa, dura vittoria contro il colore della pelle, il colore dei pugni.

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