Giuliano Montaldo

Giuliano Montaldo è un regista, sceneggiatore e attore italiano che ha collezionato un successo dopo l'altro assicurandosi un posto prestigioso nel panorama del cinema italiano

Giuliano Montaldo, la memoria storica e l’impegno civile in sessant’anni di buon cinema

(Genova, 22 Febbraio 1930)

Giuliano Montaldo Actor

Giuliano Montaldo

Quando si nomina Giuliano Montaldo la mente corre immediatamente al film “Sacco e Vanzetti" (1971) e allo sceneggiato televisivo “Marco Polo” (1982); nella vita professionale di questo distinto signore c’è molto di più ma, indubbiamente, Montaldo è per il pubblico un regista ‘di nicchia’.

La critica, dal canto suo, lo ha sempre apprezzato senza, tuttavia, sperticarsi in lodi; gli attori, invece, lo adorano e considerano un privilegio essere diretti da lui: infatti ha lavorato davvero con i più grandi. Sarà forse perché lui gli attori li rispetta, li ammira e ne conosce profondamente il mestiere, essendo stato egli stesso attore e non solo agli inizi della sua carriera.

non ha mai disdegnato infatti di interpretare anche piccoli ruoli in film diretti da altri pur essendosi ormai saldamente affermato come regista (“Il lungo silenzio”, 1993, di Margarethe Von Trotta; “Un eroe borghese”, 1995, di Michele Placido; “Il Caimano”, 2006, di Nanni Moretti).

Da ragazzo nella sua Genova, dove è nato il 22 febbraio del 1930, terminata la scuola dell’obbligo, trova un impiego come magazziniere e nel contempo recita in teatro con compagnie amatoriali; viene notato da Carlo Lizzani che lo chiama per un piccolo ruolo nel suo film “Achtung! Banditi!” (1951).

Entra come collaboratore nella Cooperativa Produttori Cinematografici sentendo che il suo posto è comunque dietro la macchina da presa.

I primi passi nel mondo del cinema come attore

Come attore, in questi primi anni, è diretto da grandi registi: Lizzani lo chiama ancora per “Cronache di poveri amanti” del 1953 e recita anche per  Giuliano Gentilomo (1952, “La cieca di Sorrento”), per Luciano Emmer (1954, “Terza liceo”), per Valerio Zurlini (1954, “Le ragazze di San Frediano”) e per Francesco Maselli (1956, “La donna del giorno”).

Alla fine degli anni ’50, trasferitosi a Roma, conosce Gillo Pontecorvo che lo prende con sé prima come segretario di edizione e poi come aiuto regista in “La grande strada azzurra” (1957).

Nel 1961 gira il suo primo lungometraggio “Tiro al piccione” con Jacques Charrier, Eleonora Rossi Drago e Gastone Moschin in cui affronta il difficile momento storico della caduta del fascismo dal punto di vista di un ragazzo che aderisce alla Repubblica di Salò.

È chiaro fin da subito che l’impegno civile e i temi sociali caratterizzeranno tutta l’opera di Giuliano Montaldo.

L'esordio alla regia

Nel 1964 dirige e interpreta “Una bella grinta” con Renato Salvatori; cinica rappresentazione del boom economico in Italia che vince il Premio Speciale della Giuria al 15° Festival di Berlino.

 Il successo arriva con due produzioni americane: “Ad ogni costo” del 1967 con Edward G. Robinson, Klaus Kinski e Janet Leigth e “Gli intoccabili” del 1969 con John Cassavetes, Salvo Randone e Peter Falk. Con il successo giunge anche quel po’ di tranquillità economica che gli consente di lasciare l’America che non gli piace e di tornare in Italia per dedicarsi ai temi che più gli stanno a cuore.

Nel 1970, su soggetto di Andrea Barbato, dirige “Gott mit uns” con Franco Nero, primo film della trilogia sul potere (rispettivamente militare, politico e religioso) seguito, l’anno successivo, dal celeberrimo “Sacco e Vanzetti” e nel 1973 da “Giordano Bruno”.

Sacco e Vanzetti” con i grandissimi Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla – la cui vibrante interpretazione viene premiata con la Palma d’Oro e con il Nastro d’Argento – ha una vasta eco e contribuisce non poco alla riabilitazione giudiziaria di Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco ingiustamente esecutati sulla sedia elettrica in un America degli anni ’20 terrorizzata dal pericolo anarchico.

Al grande successo del film non è estranea la splendida colonna sonora firmata da Ennio Morricone con la “Ballata di Sacco e Vanzetti” interpretata dalla celebratissima Joan Baez. L’ultimo della trilogia, “Giordano Bruno”, ripercorre gli ultimi anni di vita del filosofo perseguitato dalla Chiesa e vede ancora protagonista Gian Maria Volonté affiancato da una splendida Charlotte Rampling.

I romanzi italiani sul grande schermo

Dirige poi le trasposizioni cinematografiche di celebri romanzi italiani del dopoguerra: nel 1976 “L’Agnese va a morire” – dall’omonimo romanzo di Renata Viganò – con Ingrid Thulin, Stefano Satta Flores e Michele Placido affronta il tema della resistenza partigiana.

Nel 1987 “Gli occhiali d’oro” (dal romanzo di Giorgio Bassani) con Philippe Noiret, Rupert Everett e Stefania Sandrelli in cui, nella Ferrara del 1938, i protagonisti subiscono la discriminazione e l’emarginazione sociale l’uno per essere ebreo e l’altro omosessuale; nel 1989 “Tempo di uccidere” (romanzo di Ennio Flaiano) con Nicolas Cage e Giancarlo Giannini, ambientato in Etiopia nel 1936.

Nel 1987 aveva diretto “Il giorno prima” su soggetto di Piero Angela con Ben Gazzara e Burt Lancaster: studio sul comportamento umano di quindici persone rinchiuse in un rifugio antiatomico.

Negli anni ’90 si allontana dal cinema per dedicarsi all’altra sua grande passione: la musica (non a caso si è spessissimo affidato a Ennio Morricone per la colonna sonora dei suoi film); non abbandona però la regia dedicandosi, appunto, alla messa in scena di numerose opere liriche.

I successi anni 2000 di Giuliano Montaldo

Nel 2007 torna al cinema con “I demoni di San Pietroburgo”, con Caterina Crescentini e Roberto Herlitzka, per ripercorrere le vicende biografiche di Dostoevskiy mediante flashback che scorrono in parallelo con la trama del film nella Russia zarista di metà 800 in cui pullulano società segrete e sovversive: si tratta di una grande opera in costume in cui le scene moscovite in esterno sono state quasi interamente girate e Torino.

L’ultimo film è “L’industriale” del 2011 con Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Roma.

Sempre al Festival di Roma, l’anno successivo, viene presentato il documentario “Quattro volte vent’anni”: omaggio affettuoso e ammirato che Marco Spagnoli ha voluto dedicare alla vita e all’opera di Giuliano Montaldo.

Con “L’industriale” vince il Globo d’Oro nel 2012, mentre nel 2007 aveva ricevuto il Davide di Donatello alla carriera.

I premi e i riconoscimenti non gli sono mancati per il colossal “Marco Polo” del 1982, prima coproduzione cui partecipa la Cina insieme ai Paesi Occidentali, che viene trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo; in Italia viene mandata in onda da Rai Uno in quattro puntate dal dicembre 1982 al gennaio 1983 e realizza ascolti al tempo impensabili.

Montaldo ha diretto anche numerosi documentari fra i quali: “L’addio a Enrico Berlinguer” (1984), “Le stagioni dell’aquila” (1997) e “L’oro di Cuba” (2009).

Fellini che lo aveva in simpatia e lo chiamava “Giulianino”, per due volte, appresa la sua passione per la regia, lo aveva personalmente invitato a presentarsi alle sue selezioni per aiuto regista ed entrambe le volte Montaldo, scoraggiato dai troppi candidati, se ne era andato.

Probabilmente è stato meglio così per tutti e due: la geniale visionarietà di Fellini mal si sarebbe conciliata con la concretezza dei temi storici e civili tanto cari a Montaldo.

Claudio Di Paola

Giuliano Montaldi Filmografia - Cinema

Giuliano Montaldo Regista

  • Tiro al piccione (1962)
  • Extraconiugale, episodio "La moglie svedese" (1964)
  • Nudi per vivere (Documentario, firmato assieme a Elio Petri e Giulio Questi con lo pseudonimo Elio Montesti) (1964)
  • Una bella grinta (1965)
  • Ad ogni costo (1967)
  • Gott Mit Uns (1969)
  • Gli intoccabili (1969)
  • Sacco e Vanzetti (1971)
  • Giordano Bruno (1973)
  • L'Agnese va a morire (1976)
  • Circuito chiuso (Film tv) (1978)
  • Il giocattolo (1979)
  • Arlecchino (Cortometraggio) (1982)
  • Marco Polo (Miniserie tv) (1982)
  • L'addio a Enrico Berlinguer (Cortometraggio documentaristico, firmato insieme ad altri 39 registi)
  • (1984)
  • Il giorno prima (1987)
  • Gli occhiali d'oro (1987)
  • Tempo di uccidere (1989)
  • Ci sarà una volta (Documentario) (1992)
  • Le stagioni dell'aquila (Documentario) (1997)
  • I demoni di San Pietroburgo (2007)
  • L'oro di Cuba (Documentario) (2009)
  • L'industriale (2011)

Giuliano Montaldo Filmografia - Attore

  • Achtung! Banditi!, regia di Carlo Lizzani (1951)
  • La cieca di Sorrento, regia di Giacomo Gentilomo (1953)
  • Ai margini della metropoli, regia di Carlo Lizzani e Massimo Mida (1953)
  • Cronache di poveri amanti, regia di Carlo Lizzani (1954)
  • Terza liceo, regia di Luciano Emmer (1954)
  • Gli sbandati, regia di Citto Maselli (1955)
  • La donna del giorno, regia di Citto Maselli (1957)
  • Il momento più bello, regia di Luciano Emmer (1957)
  • L'assassino, non accreditato, regia di Elio Petri (1961)
  • Extraconiugale, episodio La doccia, regia di Massimo Franciosa (1964)
  • Il lungo silenzio, regia di Margarethe Von Trotta (1993)
  • Un eroe borghese, regia di Michele Placido (1995)
  • Il caimano, regia di Nanni Moretti (2006)
  • The Haunting of Helena, regia di Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini (2012)
  • L'abbiamo fatta grossa, regia di Carlo Verdone (2016)
  • Tutto quello che vuoi, regia di Francesco Bruni (2017)

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