Gene Wilder - Biografia
Gene Wilder, da Frankestein Junior a Willy Wonka, uno dei più grandi comici americani!
(Milwakee, 11 giugno 1933)
Nato in una famiglia di immigrati russi negli Stati Uniti, il suo vero nome è Jerome Silberman ma è con lo pseudonimo di Gene Wilder che ha raggiunto picchi di grandissima popolarità, specialmente negli anni ’70 e ‘80.
Inconfondibile per uno sguardo acceso e l'espressione sempre viva, come attore ha interpretato, esclusivamente o quasi, personaggi comici e brillanti ma la sua bravura è stata riconosciuta nel cinema anche in qualità di regista e sceneggiatore. Il capolavoro “Frankenstein Junior” (“Young Frankenstein”, 1974), in cui Gene Wilder è protagonista e co-autore della sceneggiatura, film simbolo dello straordinario sodalizio intrattenuto con il regista Mel Brooks, rappresenta per lui l'apice del successo ma non l'unica sua sceneggiatura degna di essere ricordata. Come regista e sceneggiatore firma infatti “Il fratello più furbo di Sherlock Holmes” (“The Adventure of Sherlock Holmes' Smarter Brother”, 1975), in cui debutta alla regia recitando accanto all'amico Marty Feldman; e poi “Il più grande amatore del mondo” (“The World's Greatest Lover”, 1977), “I seduttori della domenica” (“Sunday Lovers”, 1980), “La signora in rosso” (“The Woman in Red”, 1984) – con il quale lanciò la prorompente bellezza di Kelly LeBrock – e infine “Luna di miele stregata” (“Haunted Honeymoon”, 1986).
Sua anche la sceneggiatura di “Non guardarmi: non ti sento” (“See No Evil, Hear No Evil”, 1989) che, grazie all’affiatamento di Gene con Richard Pryor, segna il grande successo del più prolifico duo comico interrazziale del periodo: già abbozzato nel divertente giallo “Wagon lits con omicidi” (“Silver Streak”, 1976), maturato in “Nessuno ci può fermare” (“Stir Crazy”,1 980) e proseguito nel sequel “Non dirmelo… non ci credo” (“Another You”, 1991). Abbiamo accennato alla fortunatissima collaborazione tra Gene Wilder e Mel Brooks ma non è davvero sufficiente a delinearne la portata: l'eccezionale freschezza comica e la sagacia parodistica talvolta spiazzante che Wilder e Brooks hanno riversato sulle loro pellicole ha mietuto approvazione di critica e di pubblico, nonché varie nominations e un premio Oscar e, soprattutto, è rimasta capace tuttora di far ridere gli amanti del genere e non solo. L'incontro tra i due avviene nel 1968, in occasione dell'opera prima da regista-sceneggiatore di Mel Brooks con “Per favore, non toccate le vecchiette” (“The Producers”): Wilder riceve la nomination all'Oscar come "miglior attore non protagonista” mentre il film vince la statuetta per la “miglior sceneggiatura originale”. Gli altri due picchi artistici del sodalizio Wilder-Brooks sono segnati da due film cult: il già citato “Frankenstein Junior”, nomination all’Oscar per la sceneggiatura, e poi la parodia western “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” (“Blazing Saddles”), anch’esso del 1974 e nominato all’Academy per la Migliore Attrice non Protagonista (Madeline Kahn), per il Miglior Montaggio e per la Migliore Colonna Sonora.
Concludendo questo breve excursus sulla carriera di Gene Wilder, citiamo alcuni dei film in cui Wilder è stato “solamente” attore: “Gangster Story” (“Bonnie and Clyde”, 1967); “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” (“Willy Wonka & the Chocolate Factory”, 1971); “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere” (“Everything You Always Wanted to Know About Sex But Were Afraid to Ask”, 1972) di Woody Allen; “Scusi, dov'è il West?” (“The Frisco Kid”, 1979).
Dal ’90 Wilder lavora quasi esclusivamente per la televisione (Emmy Award nel 2003 come miglior guest star nella serie tv “Will&Grace”) ma dal 2000 lotta contro il cancro: noi di Ecodelcinema non possiamo che augurargli di sconfiggerlo, magari chiosando con una delle sue fulminanti battute.
Corrado Fontana
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