Ferzan Ozpetek

Ferzan Ozpetek è un regista e sceneggiatore turco naturalizzato italiano che ha saputo emergere nel panorama cinematografico del bel paese grazie alla capacità di raccontare storie semplici ed emozionanti.

Ferzan Ozpetek, l’ultrapremiato regista italo-turco contro l’omofobia e il razzismo

(Istanbul, 3 febbraio 1959)

Ferzan Ozpetek Regista

Ferzan Ozpetek è un cineasta anticonformista, dallo stile inconfondibile, asciutto ed essenziale. Turco naturalizzato italiano, rappresenta il ponte di collegamento tra la sua cultura e quella italiana. Nei suoi film affronta la tematica che più gli sta a cuore: la diversità, che sia di razza, sessuale o di classe.

Ozpetek nasce a Istanbul il 3 febbraio del 1959 da una famiglia borghese. Giovane ribelle, Ozpetek si oppone alla volontà del padre di farlo studiare negli Stati Uniti per farlo specializzare nel campo dell’edilizia. Grazie all'appoggio materno, si trasferisce a Roma e si iscrive a Storia del Cinema alla Sapienza. Nella capitale segue corsi di Storia dell'Arte e del Costume all'Accademia Navona, oltre che corsi di regia all'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico.

Dopo alcune esperienze con il Living Theatre, diviene assistente ed aiuto regista sui set di Massimo Troisi, Maurizio Ponzi, Ricky Tognazzi, Sergio Citti, Marco Risi e Francesco Nuti.

La maggior parte dei lavori del regista sono ambientati a Roma, città cui è molto legato.

Il debutto alla regia

All’età di 38 anni debutta alla regia con la sua opera prima, “Il bagno turco (Hamam)”, che ottiene un enorme successo, all’interno del quale vengono affrontati temi quali la diversità culturale e l’omosessualità. Il film  partecipa alla 50ª edizione del Festival di Cannes, nella sezione “Quinzaine des Réalisateurs”.

Il successivo “Harem Suare” è ambientato nel suo Paese natio e racconta di una straziante storia d'amore tra un’odalisca ed un eunuco all’interno del palazzo di un sultano, alla vigilia del crollo dell'Impero Ottomano. Anche questo secondo film ottiene un buon riscontro di pubblico e critica e viene presentato nella sezione “Un Certain Regard” del Festival di Cannes 1999. Inoltre viene proiettato al London Film Festival ed al Toronto International Film Festival.

Nel 2001 Ferzan Ozpetek realizza “Le fate ignoranti”, storia di una donna borghese che, diventata vedova, scopre la vera identità sessuale del defunto marito, cosa che la spingerà a voler conoscere a fondo il mondo gay, per capire chi era veramente la persona che per tanti anni ha avuto al suo fianco. Un film gradevole, le cui tematiche portanti sono l'amicizia e l'omosessualità. Il lungometraggio ottiene un grande successo al botteghino oltre che numerosi premi, tra cui tre Globi d'oro e quattro Nastri d'Argento, oltre la candidatura per Margherita Buy ai David di Donatello.

Ancora successi per Ferzan Ozpetek

Nel 2003 dirige “La finestra di fronte”, interpretato da Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Filippo Nigro e Massimo Girotti, dove riprende la tematica dell’omosessualità, tramite Davide (Massimo Girotti), un ebreo gay sopravvissuto ai campi di sterminio che vive con l’eterno rimorso di aver preferito salvare la propria gente, piuttosto che l’uomo che amava. Il film vincerà cinque David di Donatello, tre Nastri d'argento, quattro Ciak d'Oro e tre Globi d'oro. L’enorme successo ottenuto dal lungometraggio, lo farà approdare anche negli Stati Uniti. Il film è stato dedicato a Massimo Girotti, morto durante le riprese.

Nel 2005 è la volta di “Cuore sacro”. L’attenzione del regista, questa volta si concentra sulla gente bisognosa, che sopravvive a stento ai margini delle metropoli. Irene Ravelli (Barbora Bobulova), manager di successo, incontra casualmente una bambina povera con la quale stringe amicizia e che le mostra una realtà che la sconvolge. La morte dell’infante provocherà in lei un cambiamento radicale, che la spingerà a donare tutta se stessa alla causa dei poveri. Il film non è molto apprezzato dalla critica, che lo giudica scontato e colmo di rimandi cinematografici. Ciò nonostante ottiene dodici candidature ai David di Donatello, vincendo il premio per la miglior attrice protagonista (Barbora Bobulova), e per la miglior scenografia.

Con “Saturno contro” (2006) riprende i temi a lui più cari: l’amicizia, il tradimento e l’amore omosessuale. Del cast fanno parte attori già utilizzati dal regista, come Isabella Ferrari, Margherita Buy e Stefano Accorsi e la show girl Ambra Angiolini, che si aggiudica un David di Donatello come Miglior Attrice non Protagonista. Il film è premiato con quattro Ciak d'oro, cinque Globi d'oro e quattro Nastri d'argento. Questi riconoscimenti faranno sì che nello stesso anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegni al regista il Premio De Sica.

Il successo continua

Nel 2008 Ferzan Ozpetek passa alla casa di produzione Fandango, con la quale realizza “Un giorno perfetto”, tratto dal libro omonimo di Melania Gaia Mazzucco e incentrato sulla tematica della violenza di genere. La pellicola viene presentata in concorso alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e incasserà la bellezza di tre milioni di euro. Si tratta di uno dei migliori film girati da Ferzan Ozpetek, con l’impeccabile interpretazione di Isabella Ferrari.

Nel 2009 dà vita al cortometraggio “Nonostante tutto è Pasqua”, facente parte del progetto “L'Aquila 2009 - Cinque registi tra le macerie”, al quale partecipano anche i cineasti Mimmo Calopresti, Francesca Comencini, Michele Placido e Paolo Sorrentino, che con la loro cinepresa raccontano il terremoto dell'Aquila del 2009. In particolare, il cortometraggio di Özpetek viene dedicato ad Alessandra Cora, studentessa iscritta alla facoltà di giurisprudenza con la passione del canto, la cui promettente vita è stata stroncata dalla calamità naturale abbattutasi sul capoluogo abruzzese.

Nello stesso anno mette in scena una sceneggiatura scritta insieme ad Ivan Cotroneo, “Mine vaganti”, una commedia che racconta le vicissitudini di una famiglia di Lecce. Si tratta di una forte critica fatta dal regista ad alcuni aspetti della mentalità meridionale. Il cast è composto da attori del calibro di Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo ed  Ennio Fantastichini. Il film è stato presentato fuori concorso alla 70ª edizione della Berlinale del 2010; l’anno dopo riceve il premio Mario Monicelli per la miglior regia, il premio Tonino Guerra per il miglior soggetto ed il Premio Suso Cecchi per la miglior sceneggiatura: per questa ragione la città di Lecce gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Nel 2012 esce “Magnifica presenza”, con Elio Germano e Paola Minaccioni, che ottiene otto candidature ai David di Donatello e 9 ai Nastri d’Argento. Nel lungometraggio, viene affrontata ancora una volta la tematica dell’omosessualità, e vengono rievocati episodi della Seconda Guerra Mondiale, questa volta da una compagnia teatrale fantasma che condivide il proprio appartamento con un ragazzo gay siciliano, l’unico che riesce a vederli.

Con  “Allacciate le cinture” del 2014, risalta ancora una volta la tematica sociale che più sta a cuore al regista: l’omofobia. Film corale, nel cast spiccano Kasia Smutniak, Francesco Arca e Filippo Scicchitano.

Nel 2017 sforna un progetto interessante, "Rosso Istanbul", ritornando a trattare della sua terra natia, 16 anni dopo "Harem Suare". Trasposizione dell'omonimo romanzo scritto dal regista stesso, il lungometraggio s'incentra su Orhan Sahin, uno scrittore turco, il quale dopo lungo tempo ritorna in patria per aiutare il regista Deniz Soysal a scrivere il suo primo romanzo. Di struttura pseudo-autobiografica, il film trasporta nostalgicamente in quel di Istanbul, nell'afflitta Turchia di oggi, nella memoria e nei ricordi, legati agli affetti familiari, agli amici e agli amori passati.

Giuseppina Calvaruso

Ferzan Ozpetek Filmografia - Regista

Ferzan Ozpetek Sorridente

  • Il bagno turco (1997)
  • Harem Suare (1999)
  • Le fate ignoranti (2001)
  • La finestra di fronte (2003)
  • Cuore sacro (2005)
  • Saturno contro (2007)
  • Un giorno perfetto (2008)
  • Mine vaganti (2010)
  • Magnifica presenza (2012)
  • Allacciate le cinture (2014)
  • Rosso Istanbul (2017)

 

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