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Corpo e anima (2017)

Corpo e anima - Recensione: un capolavoro suggestivo e intimista di Ildiko’ Enyedi

Dopo nove anni la regista Ungherese Enyedi Ildiko’ scrive e dirige un ulteriore capolavoro da aggiungere alla sua lista di opere fortemente suggestive, intimiste e indagatrici delle dinamiche umane.

"Corpo e Anima" esce nelle sale avendo già il blasonato titolo di aver vinto l’Orso d’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 2017. In effetti ha il pregio di trattare il tema dell’incomunicabilità nella società moderna, soprattutto dal punto di vista intimistico eD emozionale.

La storia è ambientata all’interno di una struttura di macellazione dei bovini, nella quale Endre (Morcsanyi Géza) lavora come responsabile del personale. Uomo laconico, arto superiore sinistro paralizzato, vive la sua mezz’eta già come una terza. La vicenda prende corpo appunto nel momento in cui viene assunta Mària (Alexandra Barbély) nel ruolo di ispettrice di qualità. Nulla viene detto sul passato di Mària, tranne il fatto che va in consulto da un annoiato e poco motivato psicologo dell’infanzia, il che lascia supporre un rapporto iniziato molti anni prima.

Il gelo delle sale della macellazione sembra quasi che scaldi al confronto dell’algore che circonda la protagonista: volto cereo, chioma bionda e abiti ghiaccio, in una della scene iniziali ritrae le punte dei piedi che venivano lambite dal sole fuoriuscendo dal cono d’ombra nel quale si era collocata, quasi una citazione da “Sun” di D.H. Lawrence. La sua personalità nevrotica, in realtà consapevole, sembra finalmente sul punto di creparsi quando conosce Endre, ma le personalità sovrastrutturate dei due poco spazio lasciano alle possibilità di incontrarsi emozionalmente.

La dimensione magica sempre presente nei film della Ildikò, anche in questa pellicola risolve l’impasse delle incapacità di comunicare dell’uomo moderno

A causa di un furto nello stabilimento, viene interpellata una psicologa che possa coi propri test, individuare il profilo psicologico del colpevole. Utilizza un questionario standard e a tutti chiede qual’è stato il sogno dell’ultima notte. Endre e Mària scoprono di fare lo stesso identico sogno, sono due cervi, un maschio e una femmina che si corteggiano nella meravigliosa atmosfera di un bosco innevato. Scopriranno presto di continuare a fare lo stesso sogno con nuovi particolari e ambientazioni ma sempre identico per tutti e due, e seppur con le resistenze delle loro rigide personalità, qualcosa si incrina, una breccia si apre, una foce delle loro emozioni sembra crearsi, da qui in poi dovrà solo scavare la roccia impenetrabile delle rigidità dell’altro. Le scene con i cervi nel bosco hanno un impatto fortissimo sullo spettatore, i due bellissimi animali, si corteggiano con movenze così pacate e naturali, dettate da secoli di consuetudine che anche il genere umano dovrebbe compartire. Il potere evocativo di questa pellicola è soprattutto in questo messaggio.

La regista scrive una storia dai toni realistici con personaggi cosi ben delineati fin nelle loro più piccole movenze che ci sembra di conoscerli

Esiste un’affermazione che molte scuole di psicologia amano usare che dice: "l’amore è intelligente". Sicuramente anche questo vuole comunicare la regista con "Corpo e Anima". L’amore scava e scova con intelligenza tutta una serie di soluzioni per avere successo su un terreno psicologico compromesso nella storia tra Endre e Mària. Ma sicuramente c’è anche l'elemento magico, la fatalità, il destino, l'empatia a distanza che risolvono molte questioni. Abituati ai colpi di scena dei film sensazionalistici, ci stupiamo quando la pausa nel respiro ci viene data da piccoli fatti sulla scena, come il primo sorriso accennato dei due protagonisti, o quando Mària ascolta la sua prima canzone romantica: “What he wrote” di Laura Marling. Questo significa che oltre la splendida regia, la Ildikò ha anche scritto un eccellente sceneggiatura. La scena in cui i due fanno l’amore per la prima volta e i loro volti inquadrati dimostrano la profondità assoluta di quest’opera, oltre all’incredibile perizia interpretativa degli attori.

 

Inutile dire che un favorevole epilogo rende più godibile una pellicola, ma in questo caso ulteriore godimento lo proviamo perché il messaggio che ci vuole comunicare "Corpo e anima" sembra essere quello di smettere di esercitare un eccessivo controllo sulle vicende della nostra vita, soprattutto quelle emozionali.

L’autrice denuncia certamente la tendenza dell’uomo moderno verso nevrosi e personalità sovrastrutturate ma altresì sembra criticare la psicologia come strumento col quale gestire l’animo umano. Gli psicologi presenti nella scrittura emergono con un profilo non altamente edificante. Meglio affidarsi all’intelligenza dell’amore e a un po' di magia.

Marco Marchetti

  • Titolo originale: A teströl és a lélekröl
  • Regia: Ildikò Enyedi
  • Cast: Morcsányi Géza, Alexandra Borbély, Ervin Nagy, Pál Mácsai, Júlia Nyakó
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 116 minuti
  • Produzione: Ungheria, 2017
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Data di uscita: 4 gennaio 2018

"Corpo e anima", Orso d'oro alla 67ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino è l’ultimo film di Ildikò Enyedi, regista e sceneggiatrice ungherese  già nota e apprezzata per "Il mio XX secolo" del 1989, per il quale vinse la Caméra d'or al Festival di Cannes dello stesso anno.

Corpo e anima: i sogni d'amore di Endre e Maria

In "Corpo e anima", Enyedi racconta l'insolita storia d'amore tra Maria ed Endre, nata in un ambiente singolare come quello di un mattatoio industriale.

Siamo a Budapest, la giovane Maria viene assunta come nuova ispettrice della qualità in un macello. Il direttore finanziario, Endre, un tipo molto tranquillo, da subito rimane incuriosito dal suo atteggiamento decisamente riservato e dedito al lavoro, a volte un po’ troppo duro tanto da farlo divenire sospettoso. Nelle ore di pranzo Maria sceglie di stare sempre seduta da sola e ben presto cominciano a susseguirsi i pettegolezzi sul suo conto: Maria ha un mondo fatto di figure e ricordi impressi nella memoria che la accompagnano fin dalla primissima infanzia.

Durante un controllo psicologico di routine, cui sono sottoposti tutti i dipendenti che lavorano nel mattatoio, la psicologa scopre che Maria ed Endre hanno qualcosa in comune, qualcosa che li lega: fanno lo stesso sogno.

Endre e Maria nelle loro notti solitarie sognano di ritrovarsi in un bosco, mentre nevica, entrambi come cervi. Messi a conoscenza di questo, i due cominciano a conoscersi e si stupiscono della ricorrenza con cui sognano le stesse cose. Lentamente cercheranno di trasformare in realtà ciò che non lo è.

Ildikò Enyedi con "Corpo e anima" racconta la complessità dell'avvicinarsi e del riconoscersi nella realtà tangibile.