Chiara Mastroianni - Biografia
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Chiara Mastroianni, cresciuta nell'ambiente artistico ha saputo ricalcare con fascino ed eleganza la fastosa carriera dei genitori..
(Parigi, 28 Maggio 1972)
Ci sono persone che nella vita sembrano aver il destino segnato, un percorso che il tempo riserva loro e dal quale risulta difficile allontanarsi.
Chiara Mastroianni è una di queste. Nasce a Parigi, il 28 Maggio del 1972, figlia di due dei più grandi attori che la storia del cinema abbia mai conosciuto: la musa francese Catherine Deneuve e l’attore italiano Marcello Mastroianni. Un percorso, dunque, che comincia fin da bambina, fatto di un’infanzia passata a contatto con gli ambienti del cinema, che la vedono, in una piccola parte, accanto alla madre, già all’età di sette anni, nel dramma francese di Claude Lelouch “A noi due” (1979).
Durante l’adolescenza l’arte della recitazione rimane ai margini della vita di Chiara, per poi ricomparire con forza all’età di vent’anni, quando decide di iscriversi alla Facoltà di Lettere e Cinema. Una scelta, però, subito rinnegata a favore di un più intenso e affascinante lavoro sul campo.
Da sempre al centro delle attenzioni del gossip d’oltralpe, sale alla ribalta per una lunga relazione con l’attore Benicio De Toro prima di quello che può essere considerato il suo vero debutto in “Ma saison préférée - La mia stagione preferita” (1993) di André Téchiné, ancora una volta accanto alla madre, che le vale la nomina come miglior promessa femminile al premio César del 1994. Il 1994 è anche l’anno di un altro importante film della ormai ventiduenne figlia d’arte: “Prêt-à-Porter” (1994) di Robert Altman; con un cast d’eccezione per una grande produzione americana, che ha tra i protagonisti Sophia Loren, Kim Basinger e che, soprattutto, la vede recitare, per la prima volta accanto al padre Marcello Mastroianni.
La carriera di questa affascinante e brava attrice sembra essere ormai lanciata ed è dell’anno successivo il ruolo riservatogli dall’eclettico regista cilenoRaùl Ruiz in “Tre vite e una sola morte” (1996), di nuovo accanto al padre, ma anche alla splendida Anna Galiena e al pupillo Melvil Poupaud.
Cresce, dunque, ricalcando le orme dei genitori, ma anche sperimentando e senza aver paura di calarsi, ogni volta, in ruoli diversi. Lo fa quando accetta la parte offertale da Gregg Araki, regista visionario, in “Ecstasy Generation” (1997), ultimo delirante episodio della trilogia formata da “F****d Up” e “The Doom Generation”, definito da qualcuno come la “visione acida” del telefilm americano “Beverly Hills 90210”. Seguono, (dopo aver avuto un figlio dallo scultore francese Pierre Torreton), “In vendita” (1998) di Laetitia Masson, film tra il drammatico e il poliziesco, che vede tra i protagonisti Sergio Castellitto nella parte di un ispettore e la bella Chiara nella parte di una giovane prostituta, e “Il tempo ritrovato” (1999), altro lavoro del cileno Raùl Ruiz, che manda in scena l’ultimo capitolo dell’opera letteraria di Marcel Proust, “Alla ricerca del tempo perduto”, avvalendosi del fascino dell’ormai sessantenne Catherine Deneuve.
“ La Lettera” (1999), del portoghese Manoel De Oliveira, la porta alla conquista nel 1999 del Premio della Giuria a al 52° Festival di Cannes consacrandola, se ancora ce ne fosse stato bisogno, vera propria star del panorama cinematografico europeo. Osannata dalla stampa specializzata e dai giornali scandalistici, che oramai ne seguono ogni passo, Chiara Mastroianni viene scelta da Sergio Castellitto per il suo debutto dietro la macchina da presa con “Libero Burro” (1999), commedia tutta italiana dai sapori agrodolci, e da Francesca Comencini per “Le parole di mio padre” (2001), dando ancora una volta prova della sua bravura.
Si arriva al terzo millennio con “Hotel” (2001) di Mike Figgis; “Carnages” (2002), ma soprattutto con un’altra splendida interpretazione in “È più facile per un cammello...” (2003), di Valeria Bruni Tedeschi, regista e attrice, sorella della più nota Carla Bruni, che le porta, anche grazie all’aiuto dell’ottima sceneggiatura e regia, nuovi apprezzamenti e segnalazioni. Nel 2007 presta la voce per il capolavoro animato “Persepolis”, vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes, mentre nel 2008 interpreta una parte nel drammatico “Racconto di Natale” (2008) di Arnaud Desplechin. Nel 2009 la troviamo nel film diretto da Christophe Honoré "Non ma fille, tu n'iras pas danser".
Ha un’altra figlia, Anna, avuta dalla relazione col cantante francese Benjamin Biolay, grazie al quale la bella attrice si è cimentata anche nel canto. Insieme al marito, infatti, ha pubblicato un disco, “Home”, per la famosa etichetta Virgin. Questa poliedrica, brava e fascinosa donna, alla soglia dei quarant’anni, è l'oggetto del desiderio di registi, fan e paparazzi.
Sonia Serafini
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