Bella di giorno

  • Titolo originale: Belle de jour
  • Regia: Luis Buñuel
  • Cast: Catherine Deneuve, Francisco Rabal, Michel Piccoli, Geneviève Page, Georges Marchal,  Jean Sorel, Pierre Clémenti, Françoise Fabian, Francis Blanche, Macha Méril
  • Genere:  Drammatico, colore
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: Francia, Italia, 1967

Bella di giorno copertinaSevérine, giovane donna borghese, vive con suo marito Pierre, chirurgo che, passando molto tempo in ospedale, è spesso assente da casa. Sevérine inizia così a sentirsi abbandonata, insoddisfatta di se stessa e della vita di coppia; comincia dunque a fantasticare, in preda alla solitudine e alla noia. Anziché mettere in moto la sua vita, opta per una soluzione masochistica: si avvicina a una casa per appuntamenti gestita da una donna, Madame Anaïs, e decide di cominciare a frequentare la suddetta casa in qualità di prostituta.

Inizia così lo sdoppiamento della protagonista che, se da una parte anela all’autoannientamento grazie agli incontri ‘passionalmente violenti’ che hanno luogo nella casa per appuntamenti, dall’altra trova conforto e amore nel porto sicuro della sua dimora con la serena presenza e l'affetto del marito Pierre.

La complicazione arriva quando uno dei clienti di Madame Anaïs, Marcel, perde la testa per lei, la "Bella di giorno", e inizia inevitabilmente ad avanzare delle pretese. Sevérine, intimorita dal suo neo stalker, prende infine una decisione: abbandonare per sempre la 'sua attività'.

La sana decisione non basterà a tenere lontano Marcel, che, capendo che la volontà della sua ‘amata’ è quella di non lasciare suo marito, preda della gelosia segue quest’ultimo e gli spara, riducendolo quasi in fin di vita. Con l’arrivo della polizia, però, Marcel ha la peggio.

La ‘redenzione’ della "Bella di giorno" inizia proprio grazie a questo fatto sanguinoso di cui lei si sente la causa; decide così di prendersi totalmente cura di suo marito che però, seppure paralizzato e semicieco, apprenderà tutta la verità su sua moglie.

"Bella di giorno" per le conseguenze di un trauma

Ad un qualunque individuo misogino potrebbe sembrare che Séverine rappresenti la classica donna ‘isterica’ e infida di cui nessun uomo dovrebbe fidarsi, ma naturalmente c’è di più.

La protagonista, nel romanzo omonimo di Joseph Kessel come pure nella trasposizione cinematografica di Luis Buñuel, ha subìto un trauma durante l’infanzia, presumibilmente un abuso. I suoi sogni - che grazie alla maestria registica di Buñuel si confondono con la realtà – la dicono lunga; di conseguenza, la sua ricerca di sentimenti forti che la scuotano non sono altro che il risultato del suddetto trauma che ha generato in lei una dura scissione (che rischia persino di diventare un vero e proprio sdoppiamento di personalità), esito del tutto normale in un soggetto che ha vissuto o assistito a una violenza. Da qui il suo spinto sadomasochismo che la porterà quasi alla perdita di sé.

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