Armie Hammer

È alto quasi due metri ed ha una vita alle spalle fatta di lussi. Armand Douglas Hammer ha deciso ben presto che per la sua carriera d’attore preferiva un nome meno altisonante: così si è trasformato in Armie Hammer.

Armie Hammer, il divo d'altri tempi

(Los Angeles, 28 agosto 1986)

Armie Hammer servizio fotograficoSin dalla sua nascita è stato circondato da ricchezze e grandi opportunità, frequentando diverse scuole in giro per gli Stati Uniti. La sua passione, però, è la recitazione.

La carriera d’attore per Armie Hammer comincia relativamente tardi con ruoli minori in produzioni televisive. Da “Arrested Development - Ti presento i miei” a “Veronica Mars” fino a “Desperate Housewives”, l’attore americano si è destreggiato in piccole partecipazioni in cerca del ruolo perfetto.

Nel 2009 ottiene il ruolo di Gabriel Edwards nella serie TV teen “Gossip Girl”. L’esperienza sul set non è però delle migliori: anni dopo l’attore rivela che il cast era particolarmente difficile e che non è riuscito a partecipare a tutti gli episodi per cui aveva firmato il contratto.
Lo stesso anno compare anche in alcuni episodi di “Reaper - In missione per il Diavolo” comedy fantasy cancellata dopo solo due stagioni.

Il successo al cinema con David Fincher e Clint Eastwood

La fortuna di Armie è destinata però a nascere al cinema. Dopo qualche piccola parte in produzioni a basso budget e cortometraggi, arriva il ruolo che lo fa notare in tutto il mondo.
David Fincher lo sceglie per interpretare i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss in “The Social Network” (2010), incentrato sulla nascita di Facebook e candidato a 8 premi Oscar (di cui tre vittorie). Per Armie Hammer è un trampolino di lancio incredibile.

Un ruolo ancora più di spicco arriva in “J. Edgar” di Clint Eastwood, dove l’attore divide lo schermo con Leonardo DiCaprio e colpisce critica e pubblico. La sua interpretazione di Clyde Tolson gli fanno ottenere diverse candidature, tra cui quella come Miglior Attore non Protagonista ai SAG Awards 2012. La carriera di Armie Hammer prende definitivamente il volo. La sua presenza è elegante e composta: come un divo d'altri tempi.
E nel frattempo il suo matrimonio con Elizabeth Chambers, giornalista televisiva, prosegue a gonfie vele.

Armie Hammer, il principe azzurro

Nel 2012 l’attore cambia registro e si dedica alla commedia “Biancaneve” di Tarsem Singh al fianco di Lily Collins e Julia Roberts. Poi è il momento di diventare protagonista di un atteso blockbuster “The Lone Ranger” di Gore Verbinski al fianco di Johnny Depp. Purtroppo il film si rivela un flop sia di critica che di pubblico e l’immagine di Armie ne risente.
Nel frattempo, la sua voce profonda gli permette di lavorare anche nel campo del doppiaggio, prestando la voce a serie animate (“I Simpson”, “American Dad”) e videogiochi (“Disney Infinity”).

Nel 2015 Guy Ritchie lo sceglie al fianco di Henry Cavill per interpretare Ilya Kuryakin in “Operazione U.N.C.L.E.” nell’adattamento dell’omonima serie televisiva degli anni ’60. Anche questo film non ottiene successo al botteghino, ma la presenza di Armie convince tutti.
L'anno seguente interpreta un ruolo secondario nel film di Nate Parker, "The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo" (2016), pluripremiato al Sundance Film Festival. Nel film, Hammer interpreta il suo primo ruolo controverso nei panni di Samuel Turner, mettendo da parte la sua immagine da eroe/bravo ragazzo.

Il lavoro con registi italiani

Armie Hammer primo pianoCome un po' tutti gli attori vorrebbero, Armie Hammer cerca un ruolo che gli permetta di lavorare al meglio per rubare la scena. Questo ruolo arriva con "Mine" (2016), opera prima dei registi italiani Fabio Guaglione e Fabio Resinaro. L'attore, anche produttore del progetto, interpreta per 106 minuti il soldato Mike Stevens, bloccato su una mina e solo nel deserto, incapace di muoversi.
Nel 2017, invece, è Oliver in "Chiamami col tuo nome" tratto dal romanzo di André Aciman per il regista italiano Luca Guadagnino, che ottiene immediato successo di critica al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino.

Nel frattempo, oltre a lavorare con successo al fianco di registi italiani, Armie Hammer si dedica anche a diverse produzioni europee come "Free Fire" al fianco di Cillian Murphy e Brie Larson e "Final Portrait" di Stanley Tucci.

Il 2018 lo vede su set di "Sorry to Bother You", un film di Boots Riley.

Paola Pirotti

Armie Hammer Filmografia - Cinema

Armie Hammer filmografia

  • Flicka - Uno spirito libero (Flicka), regia di Michael Mayer (2006)
  • Blackout, regia di Rigoberto Castañeda (2008)
  • Billy: The Early Years, regia di Robby Benson (2008)
  • Spring Breakdown, regia di Ryan Shiraki (2009)
  • 2081, regia di Chandler Tuttle (2009)
  • The Social Network, regia di David Fincher (2010)
  • J. Edgar, regia di Clint Eastwood (2011)
  • Biancaneve, regia di Tarsem Singh (2012)
  • The Lone Ranger, regia di Gore Verbinski (2013)
  • Entourage, regia di Doug Ellin (2015) - cameo
  • Operazione U.N.C.L.E., regia di Guy Ritchie (2015)
  • The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo, regia di Nate Parker (2016)
  • Mine, regia di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (2016)
  • Animali notturni, regia di Tom Ford (2016)
  • Free Fire, regia di Ben Wheatley (2016)
  • Mine, regia di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (2016)
  • Call Me by Your Name, regia di Luca Guadagnino (2017)
  • Final Portrait, regia di Stanley Tucci (2017)
  • Sorry to Bother You, regia di Boots Riley (2018)
  • Home Shopper, regia di Dev Patel (2018) (Cortometraggio)

Armie Hammer Filmografia - Televisione

  • Arrested Development - Ti presento i miei (Serie TV, episodio 2x14) (2005)
  • Veronica Mars (Serie TV, episodio 3x03) (2006)
  • Desperate Housewives (Serie TV, episodio 4x08) (2007)
  • Gossip Girl (Serie TV, 4 episodi) (2009)
  • Reaper - In missione per il Diavolo (Serie TV, 5 episodi) (2009)

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