Zona d’ombra – Una scomoda verità

  • Titolo originale: Concussion
  • Regia: Peter Landesman
  • Cast: Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha Raw, Arliss Howard, Paul Reiser, Luke Wilson, Adewale Akinnuoye-Agbaje, David Morse, Albert Brooks, Bitsie Tulloch, Eddie Marsan, Stephen Moyer, Matthew Willig, Richard T. Jones, Mike O’Malley, Hill Harper, Gary Grubbs, Britanni Johnson, Sara Lindsey, Jason Davis, Dan Ziskie
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 123 minuti
  • Produzione: USA, 2015
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 21 Aprile 2016

Zona d'ombraIl giovane regista sceneggiatore e giornalista statunitense Peter Landesman dirige il suo script dal titolo italiano "Zona d'ombra - Una scomoda verità", un dramma sportivo basato su un articolo scritto dalla professoressa Jeanne Marie Laskas: “Game Brain”.

La tematica fondante di "Zona d'ombra - Una scomoda verità" è la malattia, strettamente collegata al football americano. Bennet Omalu, un neuropatologo, trasferì tutte le proprie energie psichiche in direzione dello studio e dell’analisi diretta dei traumi cranici che costantemente appaiono nei giocatori di football.

Nonostante le attenzioni dei media locali e del vasto seguito di professori, medici e interessati la ricerca rimase piuttosto inascoltata, anzi censurata dall’imperante economia dello sport negligente.

Peter Landesman tocca dunque un argomento di impellente importanza, nella speranza di una presa di coscienza globale e di provvedimenti volti a proteggere la salute degli atleti.

Zona d'ombra - Una scomoda verità: una vicenda terribile utilizzata come scusa per raccontare l’ennesimo eroe americano

Zona d'ombra recensione

Nei primi anni del 2000 la National Football League cercò di coprire, soprattutto con mezzi poco leciti, i terribili effetti dei danni cerebrali che subivano i giocatori di football durante la loro carriera di sportivi. Il caso esplose quando iniziarono a susseguirsi una serie di decessi e suicidi apparentemente inspiegabili. Malgrado un medico dimostrò scientificamente che le motivazioni erano da ricondurre alla pratica professionistica dello sport per eccellenza negli Stati Uniti, si cercò di sconfessare il suo lavoro ed emarginare la sua persona.

Apparentemente la vicenda è intrigante anche se racconta un momento molto triste per la storia del sogno americano. Si scopre però che il medico in questione, il coraggioso dottor Omalu, patologo di origine nigeriane, fa frequenti sogni a stelle e strisce e non si capacita come il suo mito onirico mal sopporti la verità.
"Zona d'ombra - Una scomoda verità", dopo un’iniziale ricostruzione dei fatti, abbandona qualsiasi tipo di aspirazione legal thriller e passa con estrema facilità alla laica canonizzazione del protagonista. Nemmeno il rispetto per gli avvenimenti realmente accaduti convincono il regista Peter Landesman ad usare un tratto più convincente rispetto ad una retorica tipica della più banale cinematografia americana.

Bennet Omalu si guadagna lo status di cittadino statunitense perché ha guardato nella pancia del suo sogno e ne ha tirato fuori le brutture. È questo che fa un vero patriota o chi desidera ardentemente appartenere alla grande nazione dei padri pellegrini.

Zona d'ombra - Una scomoda verità: innalzamento dell’eroe protagonista a discapito delle tematiche trattate

Per tutto l’estensione del film i temi più imponenti gridano vendetta, relegati in malo modo in una posizione di secondo piano. La faticosa lotta per la verità, lo strapotere del business e il razzismo vivono una vita di sottofondo in una pellicola in cui dovrebbero contribuire all’arricchimento del tessuto narrativo.

"Zona d'ombra - Una scomoda verità" utilizza solo come scusa la denuncia del malaffare di chi tira le fila del mastodontico mondo del football americano per limitarsi a contribuire all’ennesimo epico racconto di un eroe americano.
La colpa del regista in questo caso è ancora più grave perché aveva tra le mani una storia ad ampio respiro e non ha saputo tradurla se non nella versione più svilente.

Riccardo Muzi

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