Zack & Miri – Amore a primo sesso – Recensione

Zack & Miri – Amore a primo sesso – Recensione

E non c’è sesso senza amore. Dalla videoteca al set porno, Smith fa il romanticone ma finisce per ammosciare lo spettatore

(Zack and Miri Make a Porno) Regia: Kevin Smith – Cast: Seth Rogen, Elizabeth Banks, Traci Lords, Jason Mewes, Ricky Mabe, Craig Robinson, Katie Morgan, Jeff Anderson, Gerry Bednob, George Drennen, Eric Hollenbeck, Kenny Hotz, Annie Kitral, Ivan Kraljevic, Tyler Labine, Rose Leininger, Justin Long, David Dale McCue, Betty Aberlin – Genere: Commedia, colore, 101 minuti – Distribuzione: USA, 2008 – Produzione: M2 Pictures – Data di uscita: 1 giugno 2011.

zackmiriamoreaprimosessoPremettiamo subito: nonostante il clamoroso ritardo distributivo (girato nel 2008 arriva da noi il 1 giugno 2011) e l’ennesimo sottotitolo idiota, “Zack & Miri – Amore a primo sesso” è una godibile commedia sboccata che ambienta le dinamiche amical-sentimentali di una coppia di coinquilini amici dall’infanzia nel mondo del porno homemade, strada scelta dai due per racimolare soldi facili e così pagare le bollette.

A pieno titolo ci troviamo di fronte a un frat pack movie di buon livello che può contare su ottimi dialoghi, sulla verve e la parlantina di Seth Rogen, sulla dolce e rassicurante Elizabeth Banks e un cast di contorno ben assortito in cui spicca la mitica Traci Lords icona porcellona degli anni ‘80.

Tutto nella norma quindi, se non fosse che da Kevin Smith, regista della commedia indie per eccellenza (quel “Clerks”, film istantanea della Generazione X a stelle e strisce), ci saremmo aspettati più graffi e scorrettezze che non fossero gag tutto sommato scontate, considerando anche il campo d’azione della pellicola.

Eppure il clamoroso successo di “Una Notte da Leoni” dovrebbe aver insegnato che il pubblico alla ricerca di risate di pancia apprezza maggiormente film che non finiscano per ruotare quasi interamente attorno ad una love story, per quanto buffa e ben assortita, ma che sfornino a ripetizione situazioni che ben oltrepassano il buongusto. Non è un caso se la scena che più resta in mente, a fine proiezione, sia quella in cui un rapporto contro natura interrotto improvvisamente provoca una improvvisa pioggia densa e maleodorante sul malcapitato regista intento a filmarlo.

Vassili Casula

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