Yves Saint Laurent – Recensione

Yves Saint Laurent – Recensione

La storia dell’uomo che ha dato vita a uno dei brand più importanti e lussuosi dell’alta moda

Regia: Jalil Lespert – Cast: Pierre Niney, Guillaume Gallienne, Charlotte Lebon, Laura Smet, Marie de Villepin – Genere: Drammatico, colore, 100 minuti – Produzione: USA, 2014 – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 27 marzo 2014.

yves-saint-laurent-loc“Yves Saint Laurent” racconta la vita di uno degli uomini che hanno lasciato nella storia dell’alta moda le impronte più decisive; la vita di Yves Saint Laurant, il cui nome, infatti, costituisce a tutt’oggi uno dei brand più importanti e lussuosi.

A partire dalla nomina di responsabile artistico di Dior, arrivata nel ‘57 al giovane Yves, appena ventiduenne, fino alla sua scomparsa nel 2008, si ripercorrono tutta la vita e l’opera di questo geniale stilista.

Nella pellicola sono state ricreate le principali sfilate che, negli anni, hanno segnato l’ascesa del protagonista fino alla consacrazione. Si vedrà come negli abiti che proponeva, Yves Saint Laurant abbia spesso tentato di esprimere il sentimento che provava nei confronti del mondo che lo circondava, come, ad esempio, la realtà delle ex colonie francesi di cui era originario.

Come la maggior parte dei geni creativi però, Saint Laurent, era caratterizzato da una personalità molto particolare che il film non manca di analizzare, mostrando, innanzitutto, l’importanza centrale che ebbe nella sua vita il rapporto, sia lavorativo che amoroso, con Pierre Bergè, poi tutti gli eccessi, le sregolatezze e le fragilità psichiche che lo condannarono a lunghi periodi di depressione.

Il regista Jalil Lespert è riuscito a mettere efficacemente in luce il fatto che la creazione di abiti per Yves fosse, prima che un lavoro, una necessità; per la precisione, la necessità di assecondare la parte migliore di sé, il suo estro creativo, in modo tale da riuscire sempre a galleggiare al di sopra della tristezza, dell’angoscia e del buio che facevano da fondo al suo animo sensibile.

Nei cento minuti di “Yves Saint Laurant” è dunque condensata tanto la storia di una sconfinata produzione, tanto il ritratto di una personaggio geniale e complesso.

Claudio Di Paola

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