X-Men: L’inizio – Recensione

X-Men: L’inizio – Recensione

Cast stellare per il nuovo episodio sui mutanti Marvel, perfette icone dell’eterna lotta tra bene e male, le cui vicissitudini sono un ottimo spunto per riflettere sulla discriminazione e sull’accettazione delle diversità, tema quanto mai attuale. Tutto con leggerezza, tra combattimenti all’ultimo respiro, humor, e una girandola di sentimenti, primo fra tutti l’amicizia

(X-Men: First Class) Regia: Matthew Vaughn – Cast: James McAvoy, Michael Fassbender, January Jones, Nicholas Hoult, Caleb Landry Jones, Kevin Bacon, Zoe Kravitz – Genere: Azione, colore, 132 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 8 giugno 2011.

xmenlinizioGli estimatori degli X-Men non rimarranno delusi da questo nuovo capitolo della saga dei famosi supereroi Marvel, in realtà un prequel dei precedenti film, in cui si racconta la genesi del gruppo. La pellicola è ambientata in piena guerra fredda, esattamente nel 1962, quando il presidente americano J. F. Kennedy dovette affrontare la crisi delle testate nucleari sovietiche a Cuba; in quei giorni veramente il mondo trattenne il fiato, spinto sull’orlo di un terzo conflitto mondiale.

In questo reale contesto storico si inseriscono le vicende dei nostri eroi, proprio nell’epoca in cui iniziano a percepire la loro diversità. Vediamo così il giovane Charles Xavier e l’altrettanto giovane Erik Lensherr, prima che divenissero il Professor X e il temuto Magneto, lavorare gomito a gomito per uno scopo comune.

Il tessuto narrativo è una storia inedita, frutto delle abili penne di Sheldon Turner, nominato all’Oscar per aver collaborato alla sceneggiatura di “Tra le nuvole”, e di Bryan Singer, regista di “X-Men” e “X2”, apprezzati da pubblico e critica in tutto il mondo. Anche questa volta il racconto fonde in modo brillante action e umanità, caratteristica fondamentale delle storie che hanno per protagonisti i personaggi Marvel, dove i superpoteri sono sempre accompagnati da un grande tormento interiore.

Matthew Vaughn muove la macchina da presa in modo impeccabile, donando alla pellicola un ritmo spettacolare, che fa immergere completamente lo spettatore nel mondo dei mutanti e delle loro problematiche. La storia sana tanti dubbi sul passato dei protagonisti dei precedenti lungometraggi, e propone nuovi personaggi altrettanto interessanti. Il film si amalgama perfettamente coi precedenti lungometraggi, niente stride, al massimo qualche spiegazione fa un po’ sorridere.

Per il cast non si è badato a spese, fra tutte le eccellenti interpretazioni vanno segnalate quella di James McAvoy, che dona al suo Xavier una profondità ragguardevole, e ovviamente quella di Kevin Bacon, Sebastian Shaw / Dott. Schmidt, che non sbaglia mai un colpo. Interessante anche la performance della poliedrica Zoe Kravitz, figlia di Lisa Bonet e del famoso Lenny Kravitz.

Insomma, i fan di sempre e i curiosi dell’ultima ora possono stare tranquilli, li aspettano in sala 132 minuti di emozioni e divertimento.

Maria Grazia Bosu

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