X-Men: Apocalisse

X-Men: Apocalisse - Recensione: un terzo capitolo in perfetta linea con quelli precedenti

X-Men Apocalisse

"X-Men: Apocalisse" è il film che chiude la trilogia delle origini degli X-Men e si percepisce come voglia essere una conclusione e un nuovo inizio al tempo stesso, facendo da ponte verso la trilogia del 2000 ambientata vent'anni dopo.

Vecchi e 'nuovi' personaggi si fondono in una pellicola estremamente corale, forse più di tutte quelle precedenti, dove il rapporto tra Xavier e Magneto non è la colonna portante come è stato in "X-Men- L'inizio", né c'è un protagonista con una missione come Wolverine in "X-Men - Giorni di un futuro passato". In "X-Men: Apocalisse" invece il focus è su un gruppo di mutanti, tutti con lo stesso livello di importanza ai fini della storia, un vero lavoro di squadra necessario per sconfiggere il potentissimo Apocalisse.

La figura di Apocalisse, interpretato da Oscar Isaacs, è affascinante nella sua crudele indifferenza: il 'Dio' non si scompone mai, non si arrabbia e non urla, ma è permeato da una calma e da una sicurezza nei propri poteri che lo rendono una boccata d'aria fresca rispetto alla maggior parte dei 'supercattivi' con i loro attacchi isterici e il bisogno di parlare ininterrottamente di se stessi e dei loro piani.

"X-Men: Apocalisse", un film ben fatto ma poco originale

Sfortunatamente con il recente bombardamento di film su supereroi vari si inizia a perdere interesse verso i classici combattimenti a suon di superpoteri e le interazioni più o meno romantiche tra i vari personaggi; "X-Men: Apocalisse", pur essendo un film realizzato molto bene dal punto di vista tecnico e con una solida trama di supporto, non riesce a non sembrare qualcosa di già visto, già sentito, già fatto. Le scene estremamente 'cool' ci sono e fanno fremere sulla sedia e la visione scorre senza intoppi, ma si esce dalla sala con la sensazione che non sia stato aggiunto niente di rilevante all'universo dei supereroi né al proprio bagaglio culturale.

Un buon intrattenimento, ma niente di più.

Valeria Brunori

X-Men: Apocalisse"X-Men: Apocalisse" è ambientato nel 1983: il mondo ha finalmente accettato la presenza dei mutanti dopo i tragici avvenimenti di Washington - visti in "X-Men - Giorni di un futuro passato" - in cui erano coinvolti il presidente Nixon, Mystica, Wolverine, il Professore X e Magneto.
Contemporaneamente, però, si è risvegliata una misteriosa entità che sembra essere più potente e antica di qualsiasi altro mutante: il suo nome è Apocalisse. Apocalisse sta reclutando mutanti per quella che parrebbe essere una guerra. Ma contro chi?
Il 'Dio' sceglie sempre quattro seguaci che lo aiutino nelle sue imprese di distruzione noti come i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse ed in questo caso a seguirlo sono una giovane Tempesta, Psylocke, Arcangelo e Magneto, nonostante Charles Xavier/Professore X tenti di farlo ragionare ancora una volta.

Si scatena dunque una guerra senza quartiere tra Apocalisse e i suoi Cavalieri e gli altri mutanti, decisi a fermare la follia distruttiva del primo; i principali X-Men a scendere in campo sono Mystica (Jennifer Lawrence), Bestia (Nicholas Hoult), Quicksilver (Evan Peters) e i due giovani Jean Grey (Sophie Turner) e Ciclope (Tye Sheridan), mentre il Professore X rischia di soccombere sotto la terribile potenza di Apocalisse.

"X-Men: Apocalisse" è il sesto capitolo della saga degli X-Men, ultimo della trilogia che racconta le origini e la gioventù dei mutanti composta da "X-Men - L'inizio" (2011) e "X-Men - Giorni di un futuro passato" (2014) che fa da prequel all'altra trilogia dedicata alle avventure dei mutanti composta da "X-Men" (2000), "X-Men 2" (2003) e "X-Men - Conflitto finale" (2006). Bryan Singer, ideatore e primo regista della saga, torna a dirigere gli X-Men in questo nuovo capitolo; gli unici due film in cui il regista ha preferito lasciare la macchina da presa ad un collega sono "X-Men - L'inizio", girato da Matthew Vaughn, e "X-Men - Conflitto finale" affidato a Brett Ratner.

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