Watchmen – Recensione

Watchmen – Recensione

Un gruppo di supereroi ritorna sulla scena per difendere il mondo da una catastrofe

Regia: Zack Snyder – Cast: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Carla Gugino, Stephen McHattie, Matt Frewer, Sonya Salomaa, Niall Matter, Laura Mennell, Danny Woodburn, Carrie Genzel, Glenn Ennis, Dan Payne, Apollonia Vanova, Darryl Scheelar, Clint Carleton, Kevin McNulty – Genere: Azione, colore, 163 minuti – Produzione: Gran Bretagna, Canada, USA, 2009 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 6 marzo 2009.

Watchmen1USA, 1985. In una realtà alternativa, un gruppo di supereroi in costume fa parte integrante della società, che guarda con costante preoccupazione l’”Orologio dell’Apocalisse”, perennemente fisso sui cinque minuti alla mezzanotte e temibile riferimento temporale della tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Quando uno dei suoi ex colleghi viene ucciso, il vigilante mascherato Rorschach (Jackie Earle Haley) si lancia all’inseguimento dei colpevoli, scoprendo un complotto che mira a screditare i supereroi. Chiama così a raccolta i suoi vecchi compagni, tutti ormai a riposo e privi di veri superpoteri, e cerca di sventare una catastrofe. Ma, si chiede l’umanità, mentre i Watchmen cercano di salvarla, chi protegge il mondo da loro?

Adrenalinico, dark e sorprendente: “Watchmen”, la trasposizione cinematografica del noto capolavoro fumettistico di Alan Moore, non solo è piacevole da guardare, ma avvince lo spettatore a tal punto che le due ore e quaranta minuti della proiezione corrono via rapide come Rorschach, senza momenti di stanchezza, pause o interruzioni.

La regia è fluida, il montaggio degno di una pietra miliare, la fotografia davvero ammirevole ed in grado non solo di ricreare le tavole del tanto amato fumetto, ma anche di renderle vive e presenti, dotate degli stessi colori e del corretto feeling autoriale, percepibile anche da chi il fumetto, magari, non l’ha mai nemmeno sfogliato. Menzione speciale va indubbiamente alla colonna sonora, composta di brani vintage e moderni sapientemente intrecciati, da Nat King Cole a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Simon & Garfunkel, Billie Holiday e, infine, una versione reinterpretata da My Chemical Romance di “Desolation Row” di Dylan.

Claudia Resta

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