Viola di mare – Recensione

L’amore folle di due donne in una Sicilia ottusa e chiusa alle soglie del Novecento

Regia: Donatella Maiorca – Cast: Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Marco Foschi, Alessio Vassallo, Aurora Quattrocchi, Lucrezia Lante della Rovere, Maria Grazia Cucinotta – Genere: Drammatico, colore, 105 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 16 ottobre 2009.

violadimareCi sono persone le cui vite sono legate quasi fin dalla nascita e che niente o quasi può separare. È il caso di Sara e Angela che crescono insieme nella Sicilia di metà 800 in “Viola di mare” di Donatella Maiorca, prima pellicola italiana in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma. Sara va via per poi tornare bellissima a seguito di una nobildonna. Angela è da sempre innamorata della sua vecchia amica d’infanzia e sarà lei l’amore della sua vita, non un uomo scelto a forza dal padre padrone.

Tra qualche resistenza la passione scoppierà davanti ad un fuoco mentre nel paese passa una processione di sinistri incappucciati di rosso. Intorno a queste due giovani donne un mondo pieno di pregiudizi con padrini dalla coscienza non proprio immacolata e feti nascosti in cantina. Non si salva nessuno soprattutto degli uomini e le donne sono meste e tristi, a parte la giovane baronessa interpretata da Lucrezia Lante della Rovere. Sembra quasi che tutto sia finito e che il piccolo mondo bigotto siciliano abbia vinto, ma con un colpo di coda ogni cosa si rimette in discussione.

La dolente madre di Angela le regala una via d’uscita, una vita nuova. Tagliati i lunghi capelli e fasciato il seno nasce Angelo sulle ceneri di Angela per sopravvivere e riprendersi la sua esistenza. Tutto questo è raccontato dalla regista Donatella Maiorca con il viso e lo sguardo intenso di Valeria Solarino, bella sia in panni femminili che maschili, e con la figura quasi eterea di Isabella Ragonese. L’una completa l’altra. Le due riusciranno a sposarsi e arriveranno ad avere un bimbo. Solo apparentemente al centro della storia c’è l’omosessualità, tema quanto mai attuale.

Il vero fulcro del film è il coraggio di riuscire a essere se stessi, combattendo contro tutto e tutti. Fortissima la scena del cambiamento di Angela con musica di sottofondo firmata da Gianna Nannini. Bellissimi i paesaggi e il mare sempre presente nella sua immensità. La coppia Ragonese/Solarino è quanto mai indovinata e riesce a sostenere scene forti ed esplicite di sesso con classe ed eleganza. In fondo come dice la Solarino in una battuta c’è solo un tipo di amore. Il film prende spunto dal romanzo di Giacomo Pilati “Minchia di re” tratto sembra da una storia vera.

La produzione è della siciliana doc Maria Grazia Cucinotta, che fa anche parte del cast, con il supporto di Cine Sicilia. Il padre padrone è Ennio Fantastichini un po’ sopra le righe come tutti i protagonisti maschili. Piccolo ma efficace il personaggio di Lucrezia Lante della Rovere. La narrazione parte alle grande e trova il suo picco più alto nella trasformazione di Angela, per scendere un po’ e risalire con un finale che chiude il cerchio della vita con l’assunto che l’amore può tutto.

Ivana Faranda

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