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Vinodentro – Recensione

Un omaggio al noir e all’opera di Mozart con un cast ben costruito

Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani – Cast: Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Pietro Sermonti, Lambert Wilson, Daniela Virgilio, Erika Blanc, Gioele Dix – Genere: Drammatico, colore, 110 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Nomad Film – Data di uscita: 11 settembre 2014.

vinodentroUn patto con il diavolo di matrice faustiana e una passione, che arriva ad essere insana, per il vino: queste le premesse del film di Ferdinando Vicentini Orgnani, “Vinodentro”, tratto dal romanzo di Fabio Marcotto.

Ne è il personaggio principale Giovanni Gottin, un piccolo impiegato di banca astemio con un matrimonio traballante. Il suo incontro con un misterioso personaggio, che ha tre stravaganti assistenti che si chiamano come gli Evangelisti, gli cambierà di molto la vita. Tutto il film è raccontato tramite vari flashback del protagonista, che si trova in un commissariato di polizia il giorno dopo che sua moglie è stata trovata morta. Il suo alibi non è riscontrabile poiché lui era con una dama misteriosa sparita alle prime luci dell’alba. Toccherà al commissario, impersonato da Pietro Sermonti, ricostruire l’accaduto.

“Vinodentro”, oltre ad avere tutte le caratteristiche del genere noir, è anche una gradevolissima commedia. Tante le citazioni, da “Eyes Wide Shut” a “Barry Lindon”, richiamati in alcune delle scene principali del film: infatti la chiave di volta per salvare da condanna certa Giovanni Gottin è un orecchino perso dalla bella signora la notte del delitto. Su di esso una stella a cinque punte, simbolo sia del Demonio che della Massoneria. Del resto, i richiami al “Don Giovanni” di Mozart, appartenente alla massoneria, non sono casuali.

In questo caso il ‘gran maestro’ è interpretato da un efficacissimo Lambert Wilson, che ammalia il protagonista sin dal loro primo incontro. Alcuni personaggi, come la moglie dell’ex bancario, interpretata da Giovanna Mezzogiorno, sono un po’ sopra le righe ma la cosa non disturba dato il calibro delle performance recitative. Ottima l’interpretazione del commissario di polizia, grande appassionato di vini, Pietro Sermonti. Bella da mozzare il fiato è la donna del mistero, Daniela Virgili, già Patrizia della fiction “Romanzo criminale”.

Al centro di tutto c’è la cultura per il vino, cosa prevedibile in quanto la famiglia del regista produce vino da sempre e possiede vigneti in Friuli. La location scelta per il film è il Trentino. Tutti gli attori si muovono tra paesaggi di montagna mozzafiato. Bellissima la fotografia che porta la firma prestigiosa di Dante Spinotti. Notevole anche la colonna sonora che alterna mirabilmente Mozart con il jazz di Paolo Fresu, legato da una lunga collaborazione con il regista.

“Vinodentro” è un film sicuramente non per astemi,da gustare con un rosso corposo.

Ivana Faranda

Vinodentro – Recensione

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