Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale – Recensione

Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale – Recensione

 

“Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale”, Neri Parenti porta sullo schermo un cinepanettone vintage, inseguendo un nostalgico tentativo di ‘ritorno alle origini’

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Erano i lontani anni ’80 quando un Christian De Sica agli albori del ‘cinepanettone’, si dilettava, per la prima volta, a portare sullo schermo la fotografia in chiave comica dell’Italia vacanziera di quegli anni. Il regista Neri Parenti, veterano del format, con “Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale” fa un piccolo salto indietro nel tempo, e ci riconduce a quelle atmosfere vintage, tipicamente rintracciabili nei vecchi cinepanettoni, come “Vacanze di Natale” e “Vacanze di Natale ’95”.

Il regista fiorentino ha realizzato un lavoro di ‘ritorno alle origini’, per sua stessa ammissione, in un nostalgico tentativo di ripristinare quell’ambientazione un po’ trash che negli ultimi film si era affievolita, favorendo una commedia dai toni più ‘puliti’. Non a caso, Neri Parenti del film ha curato regia ma anche sceneggiatura, coadiuvato da Fausto Brizzi, Marco Martani, Domenico Saverni, Christian De Sica.

Christian De Sica e Massimo Ghini mattatori del film, collegati da un feeling consolidatosi negli anni; largo spazio anche a Dario Bandiera, la sua verve buca lo schermo

Sviluppato secondo la formula degli episodi, il film è suddiviso in tre sezioni nelle quali le storie e i protagonisti si intrecciano in maniera parallela, mantenendo la loro identità. Filo conduttore, come da sempre avviene per questo genere di film, è la commedia degli equivoci, attraverso la quale prendono forma e vita gli eventi, in tutto il paradosso e la bizzarria che solo due mattatori come Christian De Sica e Massimo Ghini sanno rendere al meglio sullo schermo.

Immancabili le gag a sfondo volgare, di una volgarità spicciola segno di riconoscimento del genere in questione, il cinepanettone, sketch comici che vengono ripetuti fino a divenire il leitmotiv narrativo. In questo scenario, se Luca Argentero, nonostante gli apprezzabili sforzi, appare come un filologo fortemente a disagio nella veste per lui fabbricata da Neri Parenti, Ilaria Spada si muove in maniera sciolta e recitativamente disinibita in quella che sembra essere, per lei, una ‘comfort zone’, con un effetto finale assolutamente credibile.

Vera rivelazione del film, o forse conferma, è Dario Bandiera, comicità e verve sicule messe a completa disposizione del regista, attraverso un vero e proprio soliloquio condotto a colpi di satira e beatbox. Nel film di Parenti, Bandiera è l’unico membro del cast caratterizzato da scarsa interazione sociale/recitativa, perfettamente in linea con il personaggio che interpreta, un nerd sociopatico: la performance è riuscitissima. Neri Parenti, con “Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale” ritrova e consolida il ‘suo’ storico format, per la soddisfazione di tutti gli addicted.

Giuliano Vizzaccaro

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