V per Vendetta – Recensione

Un thriller dalle mille implicazioni politiche, morali e sociali su un vendicatore oscuro e carismatico

(V For vendetta) Regia: James McTeigue – Cast: Natalie Portman, Hugo Weaving, Stephen Rea, John Hurt, Stephen Fry – Genere: Fantascienza, colore, 120 minuti – Produzione: USA, Germania, 2005 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 17 marzo 2006.

v-per-vendettaIn un futuro ipotetico in cui la Gran Bretagna è governata da un regime totalitario, retto da un Cancelliere insediato dopo due stragi che hanno diffuso il terrore nella popolazione, “V” un misterioso rivoluzionario mascherato, deciso a far cadere la dittatura, salva la vita a Evey, una ragazza impiegata alla BBC. Affascinata da questo personaggio carismatico, brillante e tenero e allo stesso tempo abile nel combattimento, la donna non solo scopre la verità sul suo passato, ma decide anche di appoggiare la causa dell’enigmatico giustiziere, divenendo sua complice in un piano atto a eliminare l’ingiustizia e la violenza e a ristabilire la libertà.

Thriller politico intenso e travolgente, “V per Vendetta”, diretto dall’esordiente australiano James McTeigue e ispirato al fumetto di Alan Moore e David Lloyd, pone al centro della vicenda un eroe dark e controverso, dal carisma intellettuale, altruista, ma nello stesso tempo assetato di vendetta. Un sorta di angelo vendicatore, interpretato da Hugo Weaving (l’agente Smith nella trilogia di “The Matrix” e Elrond nei tre episodi de “Il Signore degli anelli”), caratterizzato da una maschera il cui sorriso rende il personaggio buffo e minaccioso.

Prodotto dai Fratelli Andy e Larry Wachowski, che già avevano finanziato “The Matrix”, il film dalle molteplici sfaccettature può sicuramente, ad un primo impatto, meravigliare per la resa spettacolare che tuttavia non risulta fine a se stessa, ma si pone al servizio di grandi temi. Proponendo una serie di riflessioni sulla corruzione, gli estremismi, la responsabilità individuale nell’esistenza di determinate forme di governo, le problematiche etiche e morali, senza mai dare risposte facili o scontate, la storia narrata riesce a catturare l’attenzione dello spettatore attraverso l’elemento visivo che molto lascia all’aspetto ludico.

Massimo Racca

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