Un fantastico via vai – Recensione

Un fantastico via vai – Recensione

Leonardo Pieraccioni dirige e interpreta una commedia nostalgica, con cui porta sul grande schermo i suoi storici amici toscani, Ceccherini e Panariello, e la coppia romana Mazzocca – Battista

Regia: Leonardo Pieraccioni – Cast: Leonardo Pieraccioni, Maurizio Battista, Chiara Mastalli, David Sef, Giuseppe Maggio, Marianna Di Martino, Massimo Ceccherini, Giorgio Panariello, Marco Marzocca – Genere: Commedia – Produzione: Italia, 2013 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 12 dicembre 2013.

unfantasticoviavaiL’impiegato Arnaldo, l’insegnante Anita e le loro due figlie studentesse di terza media sono una comune famiglia borghese. Lui è in quella fase di bilanci, di domande esistenziali e di risposte mai date. A causa di un equivoco con la moglie, finisce fuori casa e si ritrova a vivere in un appartamento di studenti. Sono quattro, hanno tutti poco più di vent’anni e Arnaldo, da un giorno all’altro, rivive con loro quell’età, quelle speranze, quei dubbi che ‘purtroppo’ sembra non avere più.

L’uomo partecipa alla vita dei ragazzi: Camilla, Edoardo, Marco e Anna, ciascuno con le proprie storie, ansie, slanci ed entusiasmi. Arnaldo è lì nel mezzo: i dieci giorni passati insieme sono un continuo dare e avere, un pretesto per capire che il passato non può più tornare ma che il futuro non è mai ‘tutto scritto’.

Una virata che non ti aspetti da Pieraccioni: è questa la sensazione che si ha dopo aver visto “Un fantastico via vai”. Si passa dal divertimento puro del suo storico compagno di lavoro Veronesi, a uno sguardo semiserio sulla realtà dei giovani d’oggi, con un tocco di nostalgia dei tempi andati e di fiducia nel futuro.

Il risultato è che si ride poco e che diventa difficile parlare di commedia. I quattro compagni di merende toscani appaiono ormai stanchi e la loro comicità non è più frizzante come una volta. Perciò, si esce dal cinema tristi piuttosto che allegri come, invece, si dovrebbe essere quando si va a vedere una commedia. Quella di Pieraccioni sembra una pura operazione commerciale, fatta in vista del Natale.

La pellicola si rivela un malriuscito tentativo di trasmettere messaggi profondi che, alla fine, risultano invece abbastanza banali.

Se volete vedere il vero Pieraccioni, noleggiate “I laureati”!

Salvatore Cusimano

Email: scusimano@libero.it

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