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Un amore senza tempo – Recensione

Un cast stellare e una regia splendida raccontano una storia d’amore persa nei ricordi di un’anziana in punto di morte che cerca di insegnare alle sue figlie il senso della vita

(Evening) Regia: Lajos Koltai – Cast: Claire Danes, Toni Collette, Vanessa Redgrave, Patrick Wilson, Hugh Dancy, Natasha Richardson, Mamie Gummer, Eileen Atkins, Meryl Streep, Glenn Close – Genere: Drammatico, colore, 116 minuti – Produzione: Hart Sharp Enterteinment – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 24 Aprile 2008.

amoresenzatempoInterpretato da un cast stellare, “Un amore senza tempo” è ispirato al romanzo di Susan Minot che, insieme a Micheal Cunningham, premiato col Pulitzer, lo ha adattato per il grande schermo. Diretto dal regista ungherese Lajos Koltai, candidato all’Oscar come Direttore della Fotografia, il film racchiude una straordinaria storia d’amore, percorrendo i lunghi anni passati da Ann Lord (Vanessa Redgrave) che, in punto di morte, rivela alle figlie Constance (Natasha Richardson) e Nina (Toni Collette) una verità nascosta. Lo sconvolgente amore per un uomo di nome Harris ritorna alla mente della vecchia Ann, balenando nella sua memoria e rivivendo, fulgidamente, nella realtà. Le ragazze restano all’oscuro di quella che è stata la vita della madre con l’instabile dubbio che le sue parole siano solo le fantasie di un’anziana.

La pellicola tocca temi fondamentali dell’esistenza di ognuno, primo fa tutti il bisogno di una sicurezza nell’avvenire. Sicurezza nel prendere delle decisioni, ma anche sicurezza nell’affrontare gli sbagli. Si parla della ricerca dell’amore e, inevitabilmente, si tocca l’amaro fondo del chiedersi se si è felici. Se la felicità è solo un seguire le tendenze della società ed apprezzarle o non accettarle e ricercare altrove la fonte.

Grazie alla splendida regia si è in grado di capire perfettamente gli accadimenti nei vari periodi in cui si dispiega la storia, senza perderne nemmeno un attimo. Si passa continuamente dagli anni ’50 ai giorni d’oggi, seguendo col fiato sospeso ogni novità carpita dall’ermetiche parole di Ann, ormai rapita dal suo passato. Pare però che in quella mente confusa e stanca ci sia ancora spazio per sentimenti travolgenti. Passioni indelebili traspaiono attraverso il volto della donna e nei momenti di lucidità si comprendono magici insegnamenti di una mamma alle loro figlie. Il bisogno di sapere di più della propria madre fa breccia nel cuore di Nina che si sforza di comprendere le sue vicissitudini. Malgrado però le fugaci parole della moribonda, non arriverà mai a sapere quello che ha veramente vissuto, lasciando nell’aria solamente una pallida e insostanziale immagine di una vita intera. “Un amore senza tempo” nasce da una domanda: «Qual è il senso della vita?», la risposta sembra essere che siamo tutti esseri umani in una continua ricerca, fatti di errori, di amori, di felicità, ma soprattutto che la nostra vita in ogni caso… è vissuta.

Jacopo Lubich

Un amore senza tempo – Recensione

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