Ultimatum alla terra – Recensione

Ultimatum alla terra – Recensione

Pellicola fantascientifica con Keanu Reeves nei panni di un alieno atterrato sulla Terra per avvertire gli umani dell’imminente distruzione

(The Day the Earth Stood Still) Regia: Scott Derrickson – Cast: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Kathy Bates, John Cleese, Jaden Smith, Aaron Douglas, Lorena Gale, Roger R. Cross – Genere: Fantascienza, colore, 103 minuti – Produzione: USA, 2008 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 12 dicembre 2008.

ultimatumallaterraUn vero e proprio ultimatum è quello che l’alieno Klaatu (che ha le sembianze umane dell’affascinante Keanu Reeves) dà al genere umano, atterrando con una gigantesca sfera a Central Park, nel cuore di Manhattan. Klaatu, quale rappresentante di molte civiltà dell’universo, ha viaggiato nel cosmo per avvertire l’umanità di un’imminente crisi globale: la Terra deve essere salvata ad ogni costo poiché è uno dei pochi pianeti in grado di far convivere diverse specie. La scienziata Helen Benson (Jennifer Connelly) si ritroverà, suo malgrado, ad essere l’unica in grado di comunicare con l’entità e, quindi, di salvare l’intera umanità.

Tratto dall’omonima pellicola del 1951 (diretta dal leggendario regista Robert Wise), “Ultimatum alla Terra” è un vero e proprio film di fantascienza, come non se ne vedevano da un po’. A volte sembra di trovarsi all’interno di un libro di Dick o di Asimov, tanto incredibile è quello che vediamo e che comunque riusciamo a giustificare proprio in virtù di una sorta di licenza poetica. La gigantesca guardia del corpo di Klaatu, Gort, ne è una prova.

Il regista, Scott Derrickson (“The Exorcism of Emily Rose”), attualizza il lungometraggio girato nel 1951 con una pioggia di effetti speciali strabilianti e con la scelta di attori davvero azzeccati, primo fra tutti il protagonista, Keanu Reeves. L’attore sta benissimo nei panni di un alieno solo apparentemente indifferente a ciò che capita intorno a lui, ma in fondo intensamente interessato a studiare e capire il genere umano che dovrebbe distruggere.

Il regista parla di come Reeves sia riuscito subito ad esprimere interamente per conto suo la fisicità del personaggio. Interessante anche l’ambientazione: nella prima versione la storia era ambientata a Washington, adesso il tutto accade a New York, a due passi dal World Trade Center. Evidentemente la ferita degli americani è ancora aperta. Il premio Oscar Jennifer Connelly e Jaden Smith (figlio di Will, già apprezzato in “La ricerca della felicità”) risultano convincenti, così come la brava Kathy Bates (anche lei vincitrice dell’Oscar per “Misery non deve morire”), esordiente nel campo della fantascienza, che veste i panni del Segretario alla Difesa Statunitense.

Nonostante il suo sguardo deciso ai pericoli legati all’umanità, la versione del ventunesimo secolo di “Ultimatum alla terra” condivide un forte senso di ottimismo con il suo predecessore: vi troviamo una visione decisamente positiva dell’uomo che riesce sempre a tirare fuori il meglio di sé, soprattutto quando si trova sull’orlo del baratro. Perfettamente in linea con lo spirito del progetto, la pellicola è stata scelta per diventare la prima produzione ecologista della 20th Century Fox, che dal 2010 non produrrà emissioni di anidride carbonica. Tutte le fasi della realizzazione sono state incentrate al rispetto della natura con l’uso di materiale biodegradabile e riciclato.

Domenica Quartuccio

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