Two Mothers – Recensione

Deludente dramma sentimentale privo di spessore e trasporto 

(Adore) Regia: Anne Fontaine – Cast: Naomi Watts, Robin Wright, Ben Mendelsohn, Xavier Samuel, Sophie Lowe – Genere: Drammatico, colore, 97 minuti – Produzione: Francia, 2013 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 17 ottobre 2013.

twomothersDa una casetta arroccata su un promontorio si ha la suggestiva vista di una spiaggia sconfinata, incontaminata, deserta su cui si infrangono le onde selvagge dell’Oceano Pacifico. Due ragazzi atletici si sfidano sulla tavola da surf e, tra risate e battute, palpiamo la loro amicizia fraterna che li lega fin dalla nascita.

Le loro madri, Lil e Roz, li osservano felici. Capelli biondi, occhi chiari, fisico magro e slanciato, anche le due donne sono amiche fin da bambine, ma la somiglianza e l’intesa sono tali che chiunque le scambierebbe per sorelle.

Poiché il background fa somigliare questi quattro personaggi più a una famiglia allargata che non a due coppie di amici, lo spettatore non può che rimanere scioccato, quasi infastidito, dalle relazioni sentimentali che le due donne intrecciano l’una col figlio dell’altra. Lo stesso non può dirsi per i protagonisti che affrontano con la massima naturalezza quello che per molti versi somiglia a un incesto.

Dopo il deludente “Coco avant Chanel” (2009), Anne Fontaine ci riprova, trasportando sullo schermo il romanzo “Le nonne” tratto da una storia vera che la scrittrice Doris Lessing apprese da un conoscente. Il risultato, però, non è affatto migliore.

“Two Mothers” è stato esaustivamente definito dalla critica americana un “soap opera movie” per la sua inconsistenza. Seppur interpretata da un cast convincente e ambientata sulle spiagge affascinanti dell’Australia, la sceneggiatura scritta a quattro mani dalla regista e lo storico collaboratore Christopher Hampton è povera e fragile. La trama lineare e scarna è ideale per un film sentimentale che dovrebbe interamente gravitare intorno agli animi e le emozioni dei personaggi. L’occasione però non viene colta: le passioni e i dubbi, legittimi e naturali in un intreccio amoroso di questo tipo, sono appena accennati, mai veramente indagati. Quello che viene fuori è dunque un gelido susseguirsi di eventi che allo spettatore non lascia nulla, se non qualche risata fuori luogo causata da dialoghi pressoché assurdi.

Naomi Watts e Robin Wright sono perfette nei ruoli delle avvenenti quarantenni legate da un’amicizia dall’intensità fuori dal comune; così come i giovani James Frecheville e Xavier Samuel sono molto convincenti come figli-amanti, in particolare il secondo, vera e propria sorpresa regalataci dalla saga “Twilight”. Neppure un cast perfetto, però, può salvare un film mal scritto.

Nessuna speranza dunque per “Two Mothers”, una pellicola tutta da bocciare, di cui l’unico ricordo piacevole che avrete sarà quello della fotografia poetica, continuamente sospesa tra cielo e mare, capace di accentuare le mozzafiato location australiane e la felicità assaporata dai due ragazzi e le due donne in silenzio, sotto il calore del sole.

Corinna Spirito

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