Titanic 3D – Recensione

“Titanic 3D”: il ritorno al cinema dell’inaffondabile kolossal

Regia: James Cameron – Cast: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Billy Zane, Kathy Bates, Bill Paxton, Gloria Stuart, Frances Fisher, Bernard Hill, Jonathan Hyde, David Warner – Genere: Drammatico, colore, 192 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 6 aprile 2012.

titanic3dEra il 1997 e per la prima volta dopo ottantaquattro anni il Titanic tornava a solcare le acque dell’oceano Atlantico, grazie alla ricostruzione digitale del colosso nautico ad opera di James Cameron.

Dopo accurati studi sul relitto del transatlantico più famoso del mondo, Cameron riuscì a presentando una perfetta versione digitale del Titanic, ricreando in 192 minuti uno dei disastri navali più noti al mondo.

La storia d’amore che fa da leitmotiv all’affondamento è nota a tutti. Jack Dawson (un giovanissimo Leonardo DiCaprio) vince due biglietti in terza classe per il viaggio con una mano fortunata a poker, e sul Titanic incontra Rose Dewitt Bukater (l’allora sconosciuta Kate Winslet), una ricca aristocratica americana. È subito amore.

Ideologie che si scontrano, amore che unisce e salva, nonostante il naufragio. Una sceneggiatura strepitosa, coadiuvata da un lavoro di visual effect eccezionale. È questo che rende “Titanic” un film stilisticamente perfetto, già nel 1997.

A poco serve infatti l’integrazione del 3D, perché i visual effect sono un esempio sublime di come James Cameron fosse un regista d’avanguardia anche negli anni ’90. Peccato poi che sul finire della prima decade del ventunesimo secolo abbia deciso di dirigere un film dal titolo “Avatar”. Ma anche i grandi sbagliano dopotutto, e vedendo per la centesima volta al cinema “Titanic” non si può che perdonare a Cameron quella défaillance azzurra e incomprensibile che ha ridato origine al filone 3D.

In versione originale o tridimensionale “Titanic” rimane dunque un lavoro speciale, un kolossal senza tempo, capace di lasciarti sempre sul filo di lana pur conoscendo nel dettaglio ogni battuta, di lasciarti senza fiato quando Jack e Rose corrono nei corridoi in cerca di una via di fuga, e di farti piangere, esattamente come quindici anni fa, fino all’ultimo titolo di coda.

Eva Carducci

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