The Wedding Party – Recensione

Commedia carina ma prevedibile, “The Wedding Party” ironizza sulla notte folle di tre ragazze che rischiano di compromettere il matrimonio di un’amica

(Bachelorette) Regia: Leslye Headland – Cast: Kirsten Dunst, Isla Fisher, James Marsden, Adam Scott, Lizzy Caplan – Genere: Commedia, colore, 87 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 18 ottobre 2012.

theweddingpartySi sa, il cinema ama i matrimoni. Commedie sui matrimoni e tutto quello che ruota intorno ad essi ne esistono a bizzeffe eppure non ci si stanca mai di girarne (o guardarne dal nostro punto di vista). Perché? I matrimoni sono un momento di ritrovo in cui si ha la possibilità di rivedere amici e parenti dopo anni e, nell’essere testimoni di un passo importante compiuto da una persona cara, ci si può ritrovare a riflettere su se stessi, sul proprio passato, sul proprio presente e sul proprio futuro.

“The Wedding Party” è ambientato la sera della vigilia delle nozze tra Becky (Rebel Wilson), ragazza cicciottella, che al liceo veniva chiamata “Faccia di Maiale”, e il ricco e affascinante Dale. Per l’occasione le amiche dei tempi del liceo Regan (Kirsten Dunst), Gena (Lizzy Caplan) e Katie (Isla Fisher) si riuniscono con l’intenzione di trascorrere l’intera notte a festeggiare. Affogano nell’alcol le loro insoddisfazioni e il fatto che sia proprio la bruttina Becky la prima tra loro a sposarsi. Perdono, però, il controllo della serata e ne combinano di tutti i colori, rischiando di compromettere il matrimonio dell’amica.

Alle ragazze del nuovo millennio viene richiesto di essere lavoratrici in carriera, ma anche di sposarsi con un brav’uomo e mettere su famiglia: loro fanno il possibile per dividersi tra questi due ruoli, cercando al contempo di apparire sempre bellissime, ma fatto sta che arrivano ad un punto in cui esplodono e buttano fuori lo stress accumulato. La regista e sceneggiatrice Leslye Headland sceglie la vigilia di un matrimonio per far esplodere le tre protagoniste ed è proprio questo che fa del film una commedia.

La Headland ha tentato di portare sullo schermo una versione rosa di “Una notte da leoni”, ma il risultato è mediocre. Se infatti il film di Todd Philips è riuscito in maniera completa perché da subito si dichiara come commedia, a tratti demenziali, e per tutta la sua durata ne segue i canoni, “The Wedding Party” tocca diversi generi (è commedia per la maggior parte del tempo, ma fa l’occhiolino al drammatico ed alcune scene sono da film prettamente romantico) e forse per questo nessuno di essi coinvolge lo spettatore a pieno.

La sceneggiatura è banale e fredda e vanifica le buone performance delle tre attrici protagoniste, tutte simpatiche e ben calate nei ruoli. Ne vien fuori una commediola come tante, che fa passare in spensieratezza un’ora e mezzo, ma la cui visione in sala può essere evitata. Sicuramente superiore all’orribile “Le amiche della sposa” che inspiegabilmente incantò gli Stati Uniti nel 2011, ma sulla scia di “27 volte in bianco”, “Bride Wars – La mia miglior nemica”: se vi piace il genere, non vi deluderà, ma non aspettatevi nulla di nuovo.

Corinna Spirito

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