The Poll Diaries – Recensione

The Poll Diaries – Recensione

L’adolescenza della poetessa estone Oda von Siering in un film di qualità ma poco scorrevole

(Poll) Regia: Chris Kraus – Cast: Paula Beer, Edgar Selge, Tambet Tuisk – Genere: Drammatico, colore, 134 minuti – Produzione: Germania, Austria, Estonia, 2010.

thepolldiaries“The Poll Diaries” racconta un periodo molto drammatico della poetessa Oda von Siering, nata nel 1900 e morta nel 1988. Siamo nel 1914, a Poll, sul Baltico, una striscia di terra estone contesa tra Russia e Germania, e perciò terra di nessuno, dove fioriscono le associazioni di anarchici che si ribellano all’inedia dello Zar.

Rimasta orfana di madre, appena quattordicenne, deve trasferirsi da Berlino a Poll per vivere col padre, che lì ha sposato in seconde nozze un’altra donna con la quale ha avuto altri figli. La giovane si trova catapultata in un mondo che non le appartiene, pervaso di lucida follia, dove il padre, cacciato dall’università per le sue folli teorie sui collegamenti tra struttura cerebrale e delinquenza, ha trasformato una vecchia segheria in un ‘laboratorio’. Un vero teatro degli orrori, dove seziona cadaveri che acquista dalle milizie russe e compie mostruosi esperimenti.

Le esperienze di Oda, che segneranno per sempre la sua vita, sono raccontate da Kraus con abilità stilistica arricchita da virtuosismi. Peccato che non si sia preoccupato abbastanza di dare alla narrazione un maggior ritmo, il girato, infatti, già ostico per il tema trattato, è poco scorrevole, determinando nello spettatore una grossa fatica.

Ammirevole la volontà di ripercorrere le esperienze personali della von Siering, che sono un’opportunità per ripercorrere un momento poco conosciuto della storia europea, dove ignoranza e scontento sono stati terreno fertile per l’attecchire delle teorie razziali, che pochi anni dopo hanno flagellato l’intero continente.

Maria Grazia Bosu

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