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The Last Station – Recensione

Un cast d’eccezione per la vita di Tolstoj

Regia: Michael Hoffman – Cast: James McAvoy, Christopher Plummer, Helen Mirren, Paul Giamatti, Anne Marie Duff – Genere: Drammatico, colore, 112 minuti – Produzione: Germania, 2009 – Distribuzione: Sony Pictures – Data di uscita: 28 maggio 2010.

the-last-stationAmore, passione, cultura, materialismo, povertà, tradimento, nobili sentimenti e atroci verità, questi sono solo alcune delle emozioni che si avvertono dalla visione di “The Last Station”.

La pellicola è in concorso nella Selezione Ufficiale alla 4° edizione del Festival del Film di Roma. Il film narra la splendida storia del grande scrittore russo Lev Tolstoj, della sua complicata famiglia, e del suo intricato ed incredibile amore per la fedele compagna di una vita, la contessa Sofja. A fare da contorno alle vicende del rivoluzionario Lev, c’è il fedele discepolo Chertkov, la devota figlia Sasha, e il giovane e puro segretario, che è niente meno che Valentin Bulgakov.

Il regista Michael Hoffman dirige un cast eccezionale, con la fantastica e poliedrica Helen Mirren, che personifica Sofja, Cristopher Plummer che presta il volto a Tolstoj e il giovane divo americano reduce da film azzeccati, James McAvoy ovvero Bulgakov.

Sullo sfondo di una Russia in cambiamento, si affrontano i temi dell’amore, della difficoltà di viverlo, ognuno a modo suo impegnato nel vortice della ricerca di qualcosa, con un unico perno centrale, lo scrittore Russo. Quando questi decide di devolvere tutti i suoi beni al popolo e convertirsi alla povertà e al vegetarianismo, in famiglia qualcosa si rompe, un cardine inizia a scricchiolare, la Contessa che ha sempre saputo qual’era la sua vita, improvvisamente si sente persa e sola senza l’appoggio del marito e fedele compagno. Inizia così una diatriba tra i due senza fine, alternata ad incantevoli momenti di dolcezza e di ilarità, che vedrà Lev costretto ad andare via di casa, per quello che sarà il suo ultimo viaggio.

Il film è scorrevole, a tratti dolce e simpatico, la maggior parte del merito è da attribuire alla maestria della Mirren, che con il suo incredibile talento ci regala una Sofja eccezionale, le musiche si basano su un curatissimo accenno di piano che accompagna le scene, a tratti dolce, a tratti forte. Nonostante “The Last Station” affronti tematiche profonde ed importanti, fotografia e luci rendono la pellicola sciolta da legami ombrosi.

Sonia Serafini

 

The Last Station – Recensione

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