The Help – Recensione

Storia di razzismo e lotta per i propri ideali negli Stati Uniti del Sud alla fine degli anni ’50, quando gli USA erano molto lontani dall’avere un Presidente di colore

Regia: Tate Taylor – Cast: Emma Stone, Bryce Dallas Howard, Mike Vogel, Allison Janney, Chris Lowell, Anna Camp, Sissy Spacek, Viola Davis, Ahna O’Reilly, Jessica Chastain, Aunjanue Ellis, Dana Ivey, Octavia Spencer, Cicely Tyson, Brian Kerwin, Leslie Jordan, David Oyelowo, Wes Chatham, Roslyn Ruff, Shane McRae, Ritchie Montgomery, Tarra Riggs, Tiffany Brouwer, La Chanze, Carol Sutton – Genere: Drammatico, colore, 137 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Walt Disney – Data di uscita: 20 gennaio 2012.

thehelp“The Help” è una storia di lotta al razzismo ma anche di affermazione dei propri diritti, e doveri, e di battaglia per la libertà sociale, dove il fattore razziale non conta solo per il colore della pelle ma anche per la lotta di classe fra i bianchi. Sul finire degli anni ‘50 quando le donne sono viste solo come angeli del focolare, la ventitreenne Skeeter (Emma Stone) frequenta l’Università e sogna di diventare un’affermata scrittrice e giornalista nella Grande Mela.

Le sue compagne d’infanzia, tutte accasate a buoni partiti e sfornatrici ufficiali di pargoli, vedono il suo approccio alla realtà, controcorrente e contro il sistema, come innaturale e poco consono alla vita di una ereditiera del Sud. Quando Skeeter comincia a collaborare con il giornale locale si affida, per curare la rubrica dei “Consigli per la casa” , all’aiuto delle “Help”, le cameriere di colore che aiutano le mogli del Missisipi a cucinare, far le faccende di casa e soprattutto a crescere i loro figli.

Decisa a raccontare la loro storia in un libro, per un rivoluzionario punto di vista, convince due di esse (Viola Davis) a parlare dei soprusi e le frustrazioni che da anni devono sopportare nelle case delle famiglie altolocate come in quella in cui comanda Bryce Dallas Howard. La rivoluzione nasce anche da questo, dalla voglia di non far tacere la propria voce e di ribellarsi al sistema ogni giorno, con forza e costanza.

Un cast stellare, un’interpretazione corale che ha valso al film ben quattro nomination ai Golden Globes, per una tematica difficile da affrontare, anche a distanza di tempo (nonostante la segregazione sia un lontano ricordo) in una nazione patria delle controversie razziali.

Una pellicola che alterna, con sapienza, momenti seri a episodi divertenti, che non lascia vuoti ma riempie il cuore senza banalizzare o drammatizzare la narrazione.

Degne di nota le interpretazioni delle due help, Viola Davis e Octavia Spencer, di Bryce Dallas Howard, che si cala alla perfezione nella parte dell’acida, cinica e spietata e maniaca del controllo, e di Jessica Chastain, una esuberante novella sposa, non accettata nel gruppo capitanato dalla Howard per la sua scarsa omologazione al sistema sociale, che nasconde le sue sofferenze nella gioia di vivere.

Eva Carducci

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