The Fighters – Addestramento di vita – Recensione

The Fighters – Addestramento di vita – Recensione

Amore al primo combattimento nell’opera prima del giovane regista Thomas Cailley

(Les Combattants ) Regia: Thomas Cailley – Cast: Adele Haenel, Kévin Azaïs, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghil – Genere: drammatico, colori, 98 minuti – Produzione: Francia 2014 – Distribuzione: Nomad Film – Data di uscita: 16 aprile 2015.

fighters-addestramento-di-vitaPresentato con successo al Festival di Cannes 2015, ”The Fighters – Addestramento di vita”, film d’esordio di Thomas Cailley è una via di mezzo tra il romanzo di crescita e una love story molto atipica per gli standard francesi.

La giovane e spigolosa Madeleine e il timido Arnoud s’incontrano, o meglio si scontrano, per la prima volta su una spiaggia estiva. La femmina alpha, fragile e forte al tempo stesso condurrà il suo futuro compagno in terreni selvaggi, dove la sopravvivenza è d’obbligo.

Thomas Cailley gira un film insolito sul potere dell’amore. I due protagonisti all’inizio si studiano da lontano, persi nelle loro nebbie quasi adolescenziali. Lei è convinta che l’apocalisse stia arrivando e si prepara a resistere a qualsiasi catastrofe, sull’onda di trasmissioni televisive come “Gli apocalittici”. Per questo decide di fare un corso preparatorio di 15 giorni con i paracadutisti. Lui, indeciso sul suo futuro professionale la segue. Tra esercitazioni con superiori di colori inflessibili, che ricordano tanto quello di “Ufficiale gentiluomo” e conflitti con i camerati, i due si avvicinano. La fuga in solitario nella foresta nella regione francese delle Lande è l’epilogo della prima parte del film.

Da quel punto in poi, tutto si ammorbidisce. Ai toni freddi del blue della prima parte subentrano tonalità gialle calde che illuminano i due giovani. Come in una tavolozza da pittore, il regista disegna il cambiamento dei suoi eroi. L’amore alla fine renderà la sgradevole Madeleine dell’inizio bella e dolce.

Tutto il film è fondamentalmente basato su questo ‘maschiaccio’, estremamente ruvido e introverso. Sarà la lontananza dai caffè parigini,ma l’amore è più semplice in questo lavoro, anche grazie alla giovane età dei due personaggi e all’ambientazione provinciale. Sul tema romantico s’inserisce perfettamente la strisciante sindrome dell’apocalisse, evocata dalle immagini forti e incisive dell’incendio.

Eccellente, Adèle Haenel/Madeleine, già vincitrice di un César per “Susanne” di Katell Quillévéré al pari del suo compagno Kevin Azais/Arnoud, perfetto per il suo ruolo. Bella la fotografia firmata da David Cailley e la colonna sonora elettronica degli Hit’n’Run. Sentiremo sicuramente ancora parlare di Thomas Cailley… ci si può scommettere.

Ivana Faranda

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