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The Bourne Supremacy – Recensione

Un ritmo frenetico per una sequel vincente

Regia: Paul Greengrass – Cast: Matt Demon, Franka Potente, Brian Cox, Julia Stiles, Karl Urban, Gabriel Mann, Joan Allen – Genere: Thriller, colore, 108 minuti – Produzione: USA, Germania, 2004 – Data di uscita: 24 settembre 2004.

bournesupremacy“The Bourne Supremacy” è il secondo capitolo della saga spionistica dedicata alle avventure dell’agente segreto Jason Bourne, creato dalla penna di Robert Ludlum e come sempre interpretato da un dinamico Matt Damon. Questa volta dietro la macchina da presa troviamo il regista britannico Paul Greengrass che girerà anche il sequel “The Bourne Ultimatum”.

Il film si apre esattamente dove si chiudeva il precedente, “The Bourne Identity”, con lo smemorato ex agente della CIA che si nasconde in India insieme alla sua amante, Marie, cercando disperatamente di fuggire dal proprio passato. Ma la tregua non dura a lungo perché a Berlino qualcuno cerca di incastrarlo facendolo risultare il colpevole di un omicidio. L’arrivo di un feroce killer russo nel suo rifugio di Goa costringe Bourne a fuggire prima in Italia, a Napoli, e poi in Germania, riuscendo infine ad ottenere la sua spietata vendetta contro i suoi nemici.

Originariamente “The Bourne Identity” non avrebbe dovuto avere un seguito perché come ricorda lo stesso Matt Damon: “Non credevamo che si potesse girare un secondo film migliore del primo”. Paul Greengrass invece, al suo debutto nella produzione hollywoodiana, riesce nell’impresa di dar vita a un sequel accattivante e pieno di ritmo. Evidentemente ispirato nelle atmosfere alla serie di Bond, lo stile di Bourne è però basato su una macchina da presa che segue le azioni dei personaggi a distanza ravvicinata, decomponendo i movimenti in strisce e macchie di colore.

Matt Damon con la sua grinta imperturbabile ci offre una prestazione solida nel ruolo del killer efficiente, ma al tempo stesso vulnerabile. Mentre gli inseguimenti si susseguono alle sparatorie e il protagonista va incontro all’immancabile rivelazione sul proprio oscuro passato, lo spettatore trova attimi di puro divertimento, come deve essere nella tradizione dell’action classico. Degna di nota anche la colonna sonora magistralmente composta da John Powell, che si avvale anche di una nuova versione dell’evocativo “Extreme Ways” di Moby.

Fabiana Girelli

The Bourne Supremacy – Recensione

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