Teneramente folle – Recensione

Teneramente folle – Recensione

Teneramente folle: un papà un po’ folle, una mamma molto responsabile e due figlie scatenate. Chi sopravviverà?

  • Titolo originale: Infinitely Polar Bear
  • Regia: Maya Forbes
  • Cast: Zoe Saldana, Mark Ruffalo, Keir Dullea, Wallace Wolodarsky, Georgia Lyman
  • Genere: Commedia drammatica, colore, 88 minuti
  • Produzione: USA, 2014
  • Distribuzione: Good Films
  • Data di uscita: 18 giugno 2015

teneramente-folle-locandinaMentre a Boston gli anni ‘70 stanno rotolando verso la fine, un padre, Cam Stuart, raccoglie i pezzi della propria psiche andata in frantumi a causa di un devastante esaurimento nervoso. Nemmeno il tempo per rimettersi in sesto e già dovrà tornare a prendersi cura delle sue due giovani figlie: Maggie, la moglie, si trasferirà per 18 mesi a New York per studiare e trovare un lavoro che consenta alla famiglia di vivere in un modo più dignitoso cercando di garantire così un futuro migliore alle bambine.

Contrariamente a quanto possa far pensare il titolo (maledetto adattamento italiano!) “Teneramente folle” non è una frivola commediola romantica e sdolcinata. È un film che analizza la famiglia, i suoi problemi e i suoi rapporti interni. Soffrendo di un disturbo bipolare, Cam ha difficoltà a vivere la realtà di un mondo ‘normale’ e, immerso nelle responsabilità paterne, esaspera tutti quei processi tipici delle interazioni familiari.

Come quando, cercando di spiegare un concetto, utilizziamo un esempio paradossale per essere più comprensibili, nello stesso modo “Teneramente folle” si fa amare grazie ad una voluta e vissuta esagerazione. Il film, infatti, è basato sulla biografia della regista Maya Forbes e, per questa opera prima, l’ispirazione nasce dalle sue vicende personali.

Dotata di un buon ritmo, la pellicola restituisce con leggerezza allo spettatore momenti di ilarità e commozione costruendo un gioco di ruoli interscambiabili: un papà che si fa bambino, ragazzine costrette in abiti adulti e una mamma che deve, suo malgrado, recitare la parte del papà. Gli scontri dialettici tra i protagonisti raccontano, con una certa dose di tensione, un percorso che ha due possibili mete: una crescita collettiva o il naufragio di ogni progetto di vita.

Dall’esperienza personale della regista, una delicata e divertente riflessione su una famiglia alle prese con la malattia mentale

Cam è capace di mettere in difficoltà le figlie in qualsiasi frangente ma sa anche trasmettere loro un originale punto d’osservazione sul mondo. Da un affaccio stravagante sulla routine quotidiana, le piccole donne fanno capolino a volte ritirandosi spaventate, a volte assaporandone la piacevole novità.

Solo quando ‘l’equilibrio sopra la follia’ diventa paradigma del film si iniziano ad avvertire fastidiose ridondanze che sporcano un po’ la storia con il conseguente risultato di sminuire emozioni autentiche con un gusto preconfezionato.

Il bilancio però rimane positivo: malgrado i piccoli grandi difetti di un’opera prima, “Teneramente folle” è un godibile ritratto di una famiglia con un’ingombrante variabile impazzita della quale, non senza sofferenze, subirà l’impatto tanto caotico quanto costruttivo.
Riccardo Muzi

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