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Take Five – Recensione

Take Five, storia di una rapina finita male!

Regia: Guido Lombardi – Cast: Peppe Lanzetta, Carmine Paternoster, Salvatore Ruocco, Salvatore Striano, Gianfranco Gallo – Genere: Drammatico, colore, 100 minuti – Produzione: Italia, 2013 – Distribuzione: Microcinema – Data di uscita: 2 ottobre 2014.

Una rapina è un buon modo per diventare ricchi, oppure no! Specie se a farla sono un idraulico indebitato, un fotografo di matrimoni, un depresso ‘Sciomèn’, un ricettatore e suo nipote ex pugile. L’improbabile banda mette a segno un colpo rocambolesco da milioni di euro che segna l’inizio d’incomprensioni e minacce.

Alla carrellata, non troppo approfondita, sui meccanismi della malavita e sulla cultura napoletana che, tuttavia, traspare attraverso i luoghi comuni del caffè, dell’esaltazione per la partita e della pizza, non corrisponde una panoramica sui luoghi della città. La storia si svolge quasi interamente nello spazio ristretto di una casa, in cui i nervi di banditi, così diversi, sono destinati a crollare.

Nonostante il contesto realistico, in “Take Five” c’è spazio per la creatività. La criminalità non appare solo come una piaga sociale, ma diviene oggetto di scene ai limiti del ridicolo. Nel complesso, la storia è drammatica, ma la violenza e la tragicità di alcuni momenti sono smorzate dalla simpatia napoletana che irrompe sullo schermo persino durante i momenti più drammatici, da un uso intelligente della colonna sonora, composta da un mix di generi differenti e dal rallenty che conferisce ad alcune scene un carattere quasi irreale.

Con una regia originale, Guido Lombardi riesce a creare una pellicola capace di raccontare la criminalità in maniera diversa e, tra sparatorie e uccisioni, ci strappa anche qualche risata.

Valeria Gaetano

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