Suffragette

Suffragette - Recensione: una voce troppo spesso soffocata

Suffragette 1

Con "Suffragette" Sarah Gavron realizza il ritratto di una generazione di donne che ha combattuto per la libertà e di cui nessuno parla. La scuola, non solo quella italiana, ma di tutto il mondo occidentale, non sembra interessata a ricordare quanto le donne abbiano dovuto lottare per ottenere diritti pari a quelli degli uomini o quanto fosse ignobile la loro condizione fino a soli cento anni fa.

Anche nel cinema l'argomento è stato quasi ignorato e solo nel 2004 è stato realizzato “Angeli d'acciaio” di Katja von Garnier, pellicola sulla lotta delle donne per ottenere il voto negli Stati Uniti d'America, con Anjelica Houston e Hilary Swank,  produzione televisiva che tra l'altro ebbe ben poco riscontro di pubblico, rimanendo nell'ombra.

Siamo nel 2016 e finalmente vede la luce al cinema "Suffragette", un film che racconta la storia di tante protagoniste che hanno combattuto fino all'ultimo respiro per una giusta emancipazione. C'è voluto un cast tecnico completamente al femminile per realizzare questo progetto, tra regista (Sarah Gavron), sceneggiatrice (Abi Morgan) e produttrici (Alison Owe e Faye Ward).

Suffragette: quando le persone comuni possono fare la differenza

"Suffragette", la cui linea narrativa si sviluppa a partire dal 1912, propone un punto di vista molto interessante: non quello di Emmeline Pankhurst, leader del movimento delle suffragette nel Regno Unito, non quello di Emily Davison, giovane che perse la vita in un incidente durante un tentativo di manifestazione e divenne un martire, ma quello di una donna comune, una tra le tante, dapprima propensa a tenere la testa bassa e ignorare i disordini intorno a lei, poi pronta a entrare in azione per cambiare la realtà e la propria vita, pur con enormi sacrifici. Carey Mulligan offre un'interpretazione estremamente coinvolgente nella sua semplicità, in cui dolore e determinazione si mischiano costantemente, trascinando lo spettatore lungo le strade percorse da Maud, nella sua casa e nel suo cuore.

L'unica pecca dell'opera è la banalità nella realizzazione tecnica: non spiccano la regia, che si limita ad inquadrature molto scolastiche, né le musiche né la fotografia. Interessante invece la sceneggiatura, semplice ma profonda, che evita grandi discorsi sull'umanità e si limita a poche frasi di incredibile impatto, affiancate da dialoghi quotidiani e per questo molto realistici.

Suffragette: un film che fa riflettere

La rappresentazione delle donne dell'epoca, tristemente veritiera, fa rabbrividire: la sottomissione, la totale assenza di diritti, l'impossibilità di far sentire la propria voce e la frustrazione e la rabbia derivanti sono come un pugno allo stomaco che può solo inorridire chiunque creda nell'uguaglianza. Sfortunatamente i diritti dei più deboli sono ignorati spesso anche nella nostra contemporaneità, nonostante ci capiti di 'scordarlo'; nel guardare "Suffragette" ci viene ricordato che non bisogna arrendersi di fronte all'ingiustizia, in qualsiasi forma essa si presenti.

La frase fulcro del film, “Deeds, not words” (Azioni, non parole), detta da Emmeline Pankhurst – una Meryl Streep che regala un cameo di pochissimi minuti nel corso della pellicola – rimane attuale oggi più che mai, e forse è giunto il momento di raccogliere questa eredità e agire, come fecero cento anni fa un gruppo di donne che avevano molto da perdere, ma tutto da guadagnare.

Valeria Brunori

  • Regia: Sarah Gavron
  • Cast: Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Meryl Streep, Brendan Gleeson, Ben Whishaw, Anne-Marie Duff, Romola Garai, Samuel West, Geoff Bell, Natalie Press, Lee Nicholas Harris, Richard Banks, Adrian Schiller, Judit Novotnik, Morgan Watkins, Ancuta Breaban, Lorraine Stanley, Christina Low
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 106 minuti
  • Produzione: USA, 2015
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Data di uscita: 3 Marzo 2016

SuffragetteLa regista Sarah Gavron indaga a fondo sulla realtà storica delle Suffragette, movimento indipendentista per l’emancipazione femminile che nel Regno Unito aveva come scopo il raggiungimento della parità rispetto agli uomini non solo dal punto di vista politico – quindi sul diritto di voto – ma anche giuridico ed economico.

"Suffragette" prende avvio nel 1912, all’alba del movimento di emancipazione femminile; protagonista è Maud Watts (Carey Mulligan), giovane dipendente presso una lavanderia industriale, costretta a subire le angherie del datore di lavoro, uomo burbero e maschilista. Dapprima sottomessa a questo stato sociale, Maud inizia a prendere consapevolezza della situazione e decide quindi di unirsi ad un gruppo di donne che ormai da tempo combattono per farsi riconoscere i diritti fondamentali: le suffragette.
Tra di esse, capo del movimento e fondatrice, figura Emmeline Pankhurst (Meryl Streep), la quale riesce - grazie al suo carisma - ad attirare sempre più donne nella lotta per i diritti femminili, creando una vera e propria guerriglia all'interno di Londra nel tentativo di farsi ascoltare dall'opinione pubblica, da sempre sorda ai problemi relativi all'emancipazione femminile. Dai comizi si passa dunque all'azione: cortei, scioperi, boicottaggi, persino atti vandalici, nulla sarà escluso per attirare l'attenzione ed essere, finalmente, riconosciute come esseri umani.

Tra le militanti, Maud spicca per impegno e determinazione, nonostante sia costretta a lasciarsi alle spalle la vita precedente; ma lei, come tante altre, capisce che bisogna lottare per ottenere libertà e diritti, e non è più possibile chinare il capo e accettare qualsiasi cosa venga imposta dalla società e dalla legge.

"Suffragette" è il primo film della storia del cinema ad essere stato girato all'interno della sede del Parlamento Britannico, nel palazzo di Westminster, nonchè la prima pellicola cinematografica che tratta la lotta delle donne in quegli anni.

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