Step Up 4 Revolution 3D – Recensione

Step Up 4 Revolution 3D – Recensione

Un altro capitolo della saga dedicata alla danza con ottimi ballerini, ma con una storia evanescente con classico happy and mieloso e un po’ scontato

(Step Up 4) Regia: Scott Speer – Cast: Kathryn McCormick, Ryan Guzman, Stephen Boss, Chadd Smith, Jessica Guadix – Genere: Musicale, colore, 99 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: M2 Pictures – Data di uscita: 4 ottobre 2012.

stepup4revolution3dRitorna sui grandi schermi la saga iniziata con Channing Tatum sulla danza. Niente di nuovo da segnalare nell’ultimo capitolo diretto da Scott Speer, in 3D come il precedente “Step Up 3D” diretto da Jon Chu. Tuttavia, la location fantastica, che è Miami, e la colonna sonora sempre più tecno, tengono banco in un genere che continua a piacere ai ragazzini cresciuti con Mtv. Qui, il network televisivo musicale per eccellenza s’incrocia con YouTube, altro fenomeno che è entrato a far parte della nostra vita. Ed è proprio per una gara sul web, per chi ha il maggior numero di contatti, che la crew latina crea i suoi fantastici flash mob in giro per la città. E si parte proprio con un balletto fantastico su Ocean Drive. Ancora una volta la coreografia funziona alla grande e tra tutte spicca quella nel museo di arte contemporaneo. Fa un certo effetto vedere le statue, o meglio quelle che sembravano tali, muoversi. Così come buca letteralmente lo schermo la medusa fosforescente, da cui escono le ballerine in tutù. Detto questo, la storia è evanescente né più né meno come la medusa.

Il proletario latino Sean, a capo della crew MOB s’innamora della bella figlia del capitalista cattivo Emily. Suo padre, Anderson vuole distruggere i vecchi quartieri di Miami popolati per lo più da cubani. E così i Flash Mob cavalcano, o meglio cercano, di cavalcare l’onda di Occupy Wall Street. Ovviamente andrà tutto bene, il quartiere resterà e Sean e Emily vivranno felici e contenti.

In sintesi è una bella favola con splendide coreografia, amplificate dal 3D e una discreta colonna sonora. È tecno, ma è trattenuta e educata e non va oltre David Guetta che non è molto amato dai cultori del genere. Buono il cast, che vede in prima fila Kathryn McCormick, finalista del talent show americano “So You Think You Can Dance”, che sa ballare e Ryan Guzman nei panni di Sean. Il giovane modello e attore si sa muovere bene anche lui ed è carino al punto giusto. E chiudiamo con il cattivo, che è Anderson/alias Peter Gallagher. Lo avevano già visto in “American Beauty” come amante cinico di Annette Bening e anche qui è assolutamente in parte.

Un applauso va a tutti i ballerini del film, i veri protagonisti della pellicola. “Stet Up 4 Revoltion” è in fondo solo un lungo videoclip, peraltro molto ben fatto. And now let’s dance!

Massimiliano Ponzi

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