Soul Kitchen – Recensione

Divertente commedia agrodolce del regista della “Sposa Turca”, Fatih Akin

Regia: Fatih Akin – Cast: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Unel, Pheline Roggan, Anna Bederke, Dorka Gryllus, Lucas Gregorowicz, Wotan Wilke Mohring – Genere: Commedia, colore, 99 minuti – Produzione: Germania, 2009 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 8 gennaio 2010.

soul-kitchenIn cucina c’è il gusto dolce e quello salato, ma quello più intrigante per il palato sicuramente è l’agro/dolce un mix dei due. Ed è esattamente quello che caratterizza “Soul Kitchen”, ultimo film del regista turco/tedesco Fatih Akin (“La sposa turca”). Presentato al Festival di Venezia 2009, questo lavoro si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria.

Tutta la trama ruota intorno alle piccole disavventure del giovane Zinos, proprietario di un locale ad Amburgo. Gli affari non vanno benissimo e la sua fidanzata Nadine se ne sta andando per un lungo periodo in Cina. In più il fratello Ilias, in libertà vigilata per puro pro forma lavora da lui e non gli crea altro che problemi. Tutto il mondo sembra cadergli addosso, ma la fortuna gira quando apre lì vicino una scuola di danza, che apprezza la cucina raffinata del nuovo chef.

Come diceva John Lennon “La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”. Questa frase calza perfettamente per il nostro eroe. Ci sono tutte le cose importanti della vita in questo Heimat film: l’amore, il cibo, il sesso, la musica e l’amicizia. I personaggi si muovono spinti da tutti questi bisogni primari, alla ricerca di un po’ di piacere. E già, perché la realtà di tutti i giorni ha l’aspetto sinistro dei funzionari dell’Ufficio Imposte, dell’Ufficio Sanitario e dulcis in fundo dell’ex amico di Zinos Neumann, agente immobiliare senza scrupoli. Per sopravvivere, ognuno cerca la propria strada, dal cialtrone eppure ingenuo Ilias alla cameriera Lucia di cui quest’ultimo s’innamorerà. Lo stesso mal di schiena che colpisce Zinos si rivelerà alla fine quasi la chiave di volta di tutta la sua storia.

Alla fine tutto tornerà al suo posto, perché la vita ci stupisce quando meno ce lo aspettiamo. L’opera di Akin si addentra nei meandri dell’anima usando i toni della commedia. Buono il cast, tra cui spicca Moritz/Bleibtreu nei panni del fratello di Zinos Ilias, già apprezzato interprete nel film di Oskar Roehler tratto dal romanzo “Le particelle elementari”. Zinos è Adam Kazantsakis, che tra l’altro ha avuto per lungo tempo una taverna nel cuore di Amburgo, quasi una seconda casa per il regista. Indovinata anche la colonna sonora, composta per lo più da brani soul degli anni ’70, che enfatizzano i momenti topici.

Ivana Faranda

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