Son-Mother (2019)

Son-Mother - Recensione: la scelta dolorosa di una madre in affanno

Son-Mother review

La regista iraniana Mahnaz Mohammadi per il suo secondo lungometraggio sceglie una storia di dolore e sopravvivenza, che scuote gli animi.

La Mohammadi è da sempre impegnata attivamente nel sociale, non sorprende quindi che abbia voluto portare sul grande schermo la particolare situazione in cui si vengono a trovare in Iran tante donne rimaste vedove, cui spesso viene a mancare con la morte del marito il necessario sostegno economico.

Son-Mother: una madre chiamata a scegliere con la testa e non col cuore

“Son-Mother” ben rappresenta il disagio economico ed emotivo di Leila, l'insicurezza sociale nell’essere una donna senza un uomo accanto quindi, nell'ambiente in cui è inserita, facilmente attaccabile con calunnie, il suo desiderio di autonomia, di potersela cavare nonostante tutto, il peso della solitudine e della precarietà lavorativa.

Il film è uno spaccato credibile di una realtà che, per quanto possa sembrare lontana, andando a ritroso nel tempo si può ritrovare anche nelle nostre società che, evolutesi velocemente negli ultimi decenni, stentano a ricordare a volte, da dove veniamo.

La posizione sociale della vedova è stata fragile e precaria anche in occidente, fino a pochi decenni fa, sopratutto se non si aveva una solidità economica alle spalle. Ciò che turba è il veder trattare i figli come pacchi, come merce, il solo pensare che per una madre un figlio possa essere sacrificabile. Disturba il distacco e la freddezza emotiva che si respirano in certi momenti topici del racconto.

Son-Mother: un film lucido e schietto, realizzato con cura

Il film è diviso in due parti, la prima in cui a predominare è la figura di questa madre lavoratrice che stenta a far quadrare il bilancio, mentre la seconda è centrata sul piccolo Amir, il figlio primogenito, al centro di una impensabile scelta. I suoi occhi tristi incantano e addolorano, e scuotono nel profondo lo spettatore, che non può non rimanere turbato dall’intera vicenda.

Alfine pare che razionalmente alla famiglia rimanga un’unica scelta, che non è quella del cuore. Dopo tanta cinematografia che mostra genitori capaci di qualsiasi cosa per i propri figli, il film iraniano spiazza per la crudezza del racconto, in cui i bambini devono diventare adulti, per assicurare a questi ultimi un po' di pace.

La regista iraniana confeziona un film asciutto e chiaro, che lascia poco spazio ai sogni, aiutata da un bella fotografia e da un cast di particolare talento: bravissima Raha Khodayari nell’interpretare questa madre al bivio, e incantevole Mahan Nasiri nei panni del piccolo Amir. Ambigua la figura di Bibi, l’anziana donna amica di Leila, cui presta il volto Maryan Boubani.

Maria Grazia Bosu

  • Regia: Mahnaz Mohammadi
  • Cast: Raha Khodayari, Mahan Nasiri, Reza Behboodi, Maryam Boubani, Shiva Ordooie
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 102 minuti
  • Produzione: Iran, 2019

Son-Mother film"Son-Mother" ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Festa del Cinema di Roma 2019 nella sezione autonoma Alice nel Città.

La storia di una madre

Il film segue la storia di Leila, una vedova con due figli a carico, che incontra Kazem un uomo mite, che vorrebbe sposarla, ponendo però, suo malgrado, una condizione impossibile da accettare.

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