Scout – Recensione

Scout – Recensione

  • Regia: Laurie Weltz
  • Cast: India Ennenga, James Frecheville, Nikki Reed, Danny Glover, Ellen Burstyn
  • Genere: Documentario
  • Durata: 109 minuti
  • Produzione: Usa, 2013
  • Distribuzione: BrownBag Pictures, Decipher Entertainment
  • Data di uscita: 25 Aprile 2015

“Scout”: deliziosa pellicola on the road sull’arte di sopravvivere di un’adolescente tenace, che difende con tutte le forze il suo amore per la sorella

scout

“Scout” è un film piacevole che ha per protagonista un’adolescente, Scout appunto, che sopravvive alle intemperie che la vita le ha riservato senza mai scoraggiarsi, con grande ottimismo. Lei e la sorella Lulu vivono con l’anziana nonna, ma quando i servizi sociali non ritengono che la donna sia più in grado di badare loro, le ragazze vengono separate. In effetti era Scout, nonostante i suoi 15 anni a curarsi della nonna e della sorellina, ma non se ne lamentava, e separarla da loro è per lei inaccettabile.

Per la ragazza l’unica soluzione possibile è la fuga, per poter cercare, con la voglia di riabbracciarla, la sorellina Lulu; ad accompagnarla in quest’avventura c’è Sam, un ragazzo scappato da una clinica psichiatrica, dov’era stato rinchiuso per aver tentato il suicidio.

“Scout”: abbandono, solitudine, disagio sociale, trattati in punta di piedi dalla regista Laurie Weltz

Laurie Weltz confeziona un film gradevole, e le va dato il merito di aver trattato temi dolorosi senza spingere troppo la leva sul tasto del dramma, tenendo una leggerezza da non confondere con la superficialità, che poche pellicole riescono ad avere.
I problemi dei ragazzi sono sempre li, davanti allo spettatore, le loro difficoltà sono il frutto di un’infanzia difficile, sia per le due sorelle disagiate che per il benestante Sam. I tre giovani pagano la mancanza di una guida adulta, sono andati avanti da soli, a causa dell’egoismo e la disaffezione di genitori inesistenti o inadeguati.

“Scout”: un film ben riuscito impostato sul concetto di speranza, una fuga coinvolgente condita da una buona dose d’ironia

Laurie Weltz ha scritto il racconto da cui è tratto il film assieme alla figlia India Ennega, che nella pellicola presta il volto alla giovane protagonista, ruolo che interpreta con bravura.“Scout” è un buon film, ben costruito, ben realizzato, ben girato, la Weltz gioca spesso con la telecamera, proponendo a volte immagini quasi sbiadite, che obbligano a una maggiore attenzione, o si sofferma sui volti dei personaggi, quasi a volerne indagare l’anima.

Intendiamoci, la pellicola della Weltz non ha la pretesa di raccontare in profondità i malesseri adolescenziali, questo non è un film di dramma e dolore, bensì una boccata d’ottimismo, che vuole mostrare che a volte, volere è potere. Poiché apprezziamo questo messaggio di speranza perdoniamo alla regista qualche scelta stereotipata, come quella della ricca madre di Sam, anaffettiva e frivola, interpretata dalla ‘signora del west’, Jane Seymour.

In concorso nel 2015 per “Alice nella Città”, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, il film ha portato un po’ di brio in un cartellone che ha optato per una gara fra drammi. Piacevole nel cast la presenza di Danny Glover, perfetto nel suo ruolo.

Marai Grazia Bosu

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.