Saw IV – Recensione

“Saw IV” si configura come sequel omogeneo nello stile e nella trama ai precedenti film della saga, acuendo la sensazione di terrore e suspense dello spettatore

Regia: Darren Lynn Bousman – Cast: Tobin Bell, Scott Patterson, Costas Mandylor, Lyriq Bent – Genere: Horror, colore, 94 minuti – Produzione: USA, 2007 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 30 aprile 2008.

sawIVNon è un prequel come ci si aspettava “Saw IV” di Darren Lynn Bousman, ma un vero e proprio seguito della saga. Il genio enigmatico di Jigsaw e la sua assistente Amanda sono morti. Ma il gioco non è finito ancora. Rigg (Lyriq Bent), comandante della SWAT, viene rapito e si ritrova nell’immenso e diabolico circuito dello psicopatico.

A cercare di mettere i tasselli nel posto giusto ci sono due agenti dell’FBI, Strahm (Scott Patterson) e Perez (Athena Karkanis), che fanno di tutto per aiutare il detective Hoffman (Costaas Mandylor) a svelare l’ultimo terribile piano di Jigsaw. La ricerca di Rigg e le ipotesi intuitive degli agenti si svolgono per tutta la città, scoprendo di volta in volta indizi sempre più importanti ma sempre più spaventosi.

Grazie alla regia di Lynn Bousman, Saw IV continua esattamente la saga, senza cambiare nulla alle ambientazioni, alle scene e all’accecante sensazione di paura e terrore. L’intensità del film spinge lo spettatore ad essere allo stesso tempo partecipe e vittima delle geniali macchinazioni. Con i minuti contati si susseguono trappole nuove e raccapriccianti e terribili situazioni fisiche ed emotive.

Il film non lascia tregua, non fa riprendere il fiato allo spettatore, coinvolgendolo sempre più affannosamente verso qualcosa di ancora più tremendo. I continui “flash-back” riportano indietro nel tempo, collegando i diversi film e facendo spazio ad un’indagine più approfondita nella psiche di Jigsaw. Il messaggio che vuole dare emerge ancora più rafforzato dall’intensità di questo quarto sequel.

Lo spettatore viene braccato da diverse emozioni nello scoprire il passato del pazzo, quasi al punto di cancellare con un colpo di spugna la sua aberrante moralità e la sua visione della vita così gelidamente spietata. Tutto il sangue tragicamente visibile in quest’ultimo “Saw IV” riporta però ad una magnifica iniziativa: la campagna “Giving til it hurts”.

Con l’uscita del primo “Saw”, nel 2004, Lionsgate e Twisted Pictures, hanno lanciato questa campagna che invitava tutti gli spettatori del film a donare il sangue per la Croce Rossa. Protratta fino ad oggi, la raccolta di sangue grazie al film è raddoppiata di anno in anno, fino a raggiungere 11.500 litri nel 2006, garantendo, con le trasfusioni, la vita a decine di migliaia di persone.

Jacopo Lubich

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