Sarà un paese – Recensione

L’Italia di oggi e i suoi problemi, vista e raccontata attraverso gli occhi di un bambino

 

Regia: Nicola Campiotti – Cast: Elia Saman, Raffaele Guarna, Matilde Gardini, Graziella Marota, Anok Deb, Greta Fink, Serge Latouche, Sista Bramini, Gianluca Foresi – Genere: Documentario, colore, 77 minuti – Produzione: Italia, 2014 – Distribuzione: Distribuzione Indipendente – Data di uscita: 20 novembre 2014.

sara-un-paeseNicola, trentenne disoccupato e per questo scoraggiato, inizia un viaggio lungo tutta l’Italia accompagnato dal fratellino Elia, amante del mito greco di Cadmo, viaggiatore al quale viene attribuita l’introduzione dell’alfabeto in Grecia. I due incontreranno sul loro cammino diverse persone, le quali condivideranno con i due giovani fratelli le loro storie, a volte drammatiche ma spesso ricche di speranza.

Il regista Nicola Campiotti realizza un viaggio nell’Italia di oggi, presentando un’opera tra il documentario e la finzione, fatto di immagini in presa diretta dalla realtà e di altre a tratti oniriche, legate alla mitologia greca. Vero protagonista è il piccolo Elia che, con un’interpretazione fantastica e fresca, descrive, con la sincerità tipica dei bambini, la sua visione dell’Italia, un Paese dalle mille sfaccettature ma soprattutto dai molteplici problemi.

Proprio perché è un bambino a raccontare la sua esperienza di viaggio, il tono di denuncia è piuttosto lieve: lo scopo non è quello di documentare i guai dell’Italia dei nostri giorni ma quello di dare speranza e soprattutto di lasciare libera espressione ai piccoli e alla loro immaginazione.

Il film tratta temi tipici della società dei nostri giorni: la sicurezza sul lavoro, la coesistenza nello stesso territorio di culture e religioni diverse, il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente, la mafia e il suo potere. Le storie dei vari personaggi che Nicola e Elia incontrano lungo la loro strada presentano questi temi in una sorta di carrellata, accennandovi solamente, senza approfondirne nessuno in particolare, mettendo in risalto le diverse soluzioni ai problemi che sono state attuate e si stanno attuando per fare del nostro Paese un posto migliore, come i “comuni virtuosi” o l’impegno di quei singoli che, nel loro piccolo, fanno il possibile per raggiungere il bene comune: finché ci sarà qualcuno a lottare per tutti, la speranza in una vita migliore non morirà mai.

“Sarà un paese” si colloca su quella sottile linea di confine tra il documentario e la finzione. Parte delle scene sono frutto di una sceneggiatura dettagliata e precisa, mentre molte sequenze sono in diretta e quindi i protagonisti sono ripresi nella più completa spontaneità e verità. Degna di nota è la scelta musicale, creata esclusivamente per il film e nata dalla collaborazione del regista con il musicista Stefano Lentini.

Campiotti offre il ritratto del nostro Paese e lo racconta attraverso gli occhi sinceri di un bambino, privi di filtri e pregiudizi che, nonostante i vari problemi che incontra, scopre che la speranza in un’Italia migliore non è ancora perduta.

Come il mitico Cadmo torna dal suo viaggio con il dono dell’alfabeto, così il piccolo Elia porta in dono dalla sua avventura la fiducia nell’italiano di oggi e nella sua volontà di fare sempre il meglio per il prossimo.

Margherita Mustari

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