Riprendimi – Recensione

Riprendimi – Recensione

Il precariato nell’ambiente dello spettacolo e i problemi di una madre single in un film che simula il documentario

Regia: Anna Negri – Cast: Marco Foschi, Alba Rohrwacher, Valentina Lodovini, Alessandro Averone, Leonardo Bono, Damiano Bono, Marina Rocco, Stefano Fresi, Cristina Odasso – Genere: Commedia, colore, 93 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: Medusa Film – Data di uscita: 11 aprile 2008.

riprendimiSottoforma di commedia e con uno stile da tv verità, “Riprendimi” percorre la dissoluzione dell’amore tra Giovanni (Marco Foschi) , attore, e Lucia (Alba Rohrwacher), montatrice. I due, genitori di un figlio piccolo, inizialmente accettano di farsi riprendere nella vita di tutti i giorni per raccontare la loro condizione di precari del mondo dello spettacolo. Sotto gli occhi delle telecamere, tuttavia, si assiste alle diverse fasi della loro crisi di coppia.

Dopo che Giovanni se ne è andato di casa, lasciando moglie e figlioletto, la troupe decide di continuare ugualmente le riprese per esprimere quanto l’instabilità lavorativa della nuova generazione possa incidere sulla sfera affettiva.

In un periodo in cui le pellicole sulla condizione dei lavoratori precari vanno per la maggiore, Anna Negri sceglie di descrivere questi problemi utilizzando, in modo insolito, la forma del mockumentary (finto documentario). Spesso si è portati a pensare che il mondo dello spettacolo sia solo lustrini e paillettes e non si considera il fatto che anche i suoi lavoratori (soprattutto le maestranze) possano conoscere l’insicurezza economica e il precariato. Altro tema caro alla Negri è la separazione di una coppia dal punto di vista di una donna, con tutte le problematiche che inevitabilmente ricadono sulle sue spalle.

Lucia è una madre single, lavoratrice precaria, sempre in bilico tra il perdere l’impiego a tempo determinato e i tentativi di essere presente e attenta alle necessità di un bambino di pochi mesi. Giovanni, il suo compagno, rappresenta l’uomo tradizionale viziato ed egocentrico, un bambinone non ancora pronto per i rapporti stabili. Forse il suo personaggio è quello che meglio di altri incarna il disagio il malessere dei trentenni di oggi.

I due documentaristi, Giorgio ed Eros, conferiscono alla pellicola un tono più scanzonato rispetto al dramma della coppia in crisi. In una scena si assiste persino allo sfaldamento della coppia cameraman, che presa dalle vicende di Giovanni e Lucia, finisce per partecipare animatamente alla loro storia, dimenticando l’intento documentaristico.

“Riprendimi”, prodotto dalla Bess Movie di Francesca Neri, ha partecipato con buon successo di critica e di pubblico proprio per questa sua innovatività: si tratta infatti di un film girato a basso costo con una macchina a mano, che consente allo spettatore di ricevere diversi punti di vista ed un continuo cambio di registro che egli potrà mettere a confronto liberamente.

Ilaria Capacci

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