Regret! – Recensione

Regret! – Recensione

Un grido di denuncia contro il bullismo che giunge dritto al cuore

(Spijt!) Regia: Dave Schram – Cast: Robin Boissevain, Stefan Collier, Dorus Witte, Charlotte Bakker, Nis Verkooijen, Rik van Elk – Genere: Drammatico, colore, 95 minuti – Produzione: Paesi Bassi, 2013.

3206_SPIJT_70X100_DEF.inddSe c’è qualcosa che la critica cinematografica insegna è che buoni temi non fanno buoni film. Spesso accade che la voglia di denuncia dei cineasti non confluisca in una pellicola accattivante, capace di dipingere adeguatamente una spiacevole realtà e conseguentemente di sensibilizzare gli animi degli spettatori.Siamo lieti di poter dire che ciò non è vero per “Regret!”.

Tratta dall’omonimo romanzo della scrittrice Carry Slee, questa pellicola olandese sposa alla perfezione il sempre più attuale problema del bullismo scolastico a una tecnica cinematografica efficace e personale.

Jochem è il classico ragazzo poco attraente e sovrappeso che i compagni di classe prendono di mira. In particolare Sanne che gli rende la vita impossibile. La giornata di Jochem è condita di continui insulti, prese in giro, dispetti, spintoni, percosse. Una violenza tanto fisica quanto psicologica che tutti, dai compagni di classe agli insegnanti, vedono ma che nessuno denuncia.

Già dai primi minuti è chiaro che “Regret!” non parli soltanto ai bulli ma anche e soprattutto a chi guarda in silenzio, dietro le quinte, senza muovere un dito. I compagni che girano la testa dall’altra parte davanti alla sofferenza di Jochem sono tanto colpevoli quanto i ragazzi che lo pestano a sangue o lo chiamano “maiale”.

Dave Schram porta in scena con autenticità un problema sempre più sentito nelle società di tutto il mondo. Non c’è spazio per le macchiette in “Regret!”, né per giudizi affrettati e superficiali. La sceneggiatura, al contrario, si impegna a fornirci un’ampia rosa di motivazioni dietro le azioni di ogni personaggio. Non è difficile, ad esempio, calarsi nella figura di David che capisce quanto il comportamento dei compagni sia sbagliato e vorrebbe diventare amico di Jochem ma che poi non lo aiuta concretamente quando assiste alle violenze dei compagni. Probabilmente ha paura di diventare anche lui vittima dei bulli o essere emarginato da quella società scolastica di cui tutti ben conosciamo le gerarchie, i sistemi e le regole. David rappresenta il ragazzo (ma anche il cittadino) medio, in cui la maggior parte di noi può riconoscersi e per questo è difficile da accusare senza sembrare ipocriti.

“Regret!” va lodato perché riesce a emozionare senza essere buonista, perché le lacrime che scorrono con facilità e abbondanza sulle guance degli spettatori scaturiscono dal realismo disarmante che caratterizza la pellicola anche nei dettagli, rivelando un’attenta cura nella stesura della sceneggiatura e nella direzione registica. Un cast di ottimi giovani interpreti, a loro agio davanti alla macchina da presa, fa il resto: Jochem, Vera e David possiedono dei volti indelebili. Difficilmente riuscirete a dimenticare i loro sguardi a visione conclusa, come vi sarà quasi impossibile eliminare il ricordo di una pellicola di tale impatto emotivo.

Un gioiellino della cinematografia indipendente europea che speriamo possa raggiungere un vasto pubblico di adolescenti e insegnare loro a reagire e combattere le violenze.

Corinna Spirito

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