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Recensione “Marcel the Shell”: un intrattenimento animato commovente e imaginifico fatto col cuore

Marcel the Shell” (Marcel the Shell with Shoes On) è un film d’animazione diretto da Dean Fleischer Camp che gioca con le emozioni in maniera sobria e onesta, arrivando fin dentro in profondità a chiunque vorrà concedergli una chance. La pellicola ha ottenuto una nomina per la categoria Miglior film d’animazione ai prossimi Oscar 2023.

Indice

Marcel the Shell – tutte le informazioni

Marcel The Shell Poster

Trama

Marcel è un’adorabile conchiglia con un occhietto di plastica e scarpe da tennis che vive una vita serena assieme alla nonna Connie, anche lei conchiglia. Un tempo parte di una comunità di conchiglie, ora i due vivono soli come unici sopravvissuti a una misteriosa tragedia. Ma quando un regista (Dean) li scopre tra il casino del suo Airbnb e decide di farvi un documentario, il cortometraggio che questi realizza e mette in rete porta a Marcel milioni di follower, assieme alla speranza di ritrovare la sua famiglia perduta da tempo.

Recensione “Marcel the Shell”: un intrattenimento animato commovente e imaginifico fatto col cuore

Crediti

  • Tit. orig.: Marcel the Shell with Shoes On
  • Regia: Dean Fleischer Camp
  • Cast: Jenny Slate, Dean Fleischer Camp, Isabella Rossellini, Joe Gabler, Shari Finkelstein, Samuel Painter, Blake Hottle, Scott Osterman
  • Genere: commedia, animazione
  • Durata: 90 minuti
  • Produzione: Stati Uniti, 2021
  • Casa di produzione: Cinereach, You Want I Should LLC., Human Woman Inc., Sunbeam TV & Films, Chiodo Bros. Productions
  • Distribuzione: Lucky Red, Universal Pictures
  • Data di uscita: giovedi 9 febbraio 2023

Riconoscimenti

La piccola perla di Dean Fleischer Camp ha conquistato immediatamente pubblico e critica facendo incetta di candidature per il 2023 : oltre alla nomination ai Golden Globe come miglior film d’animazione, si segnalano quelle per la medesima categoria ai Critics’ Choice Awards, ai BAFTA e agli Oscar. Il premio come miglior film d’animazione è arrivato invece col Saturn Award, assegnato ogni anno dai membri dell’Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films alle migliori opere di fantascienza, fantasy e horror. In Italia al botteghino “Marcel the Shell” ha incassato quasi 100 mila euro.

Recensione

Guardare un film su di una conchiglia senziente con un occhio di plastica e le scarpe da tennis che parte alla strenua ricerca della sua famiglia non può che far scaturire immediatamente in chicchessia dei sentimenti di dolcezza e ilarità infiniti. A maggior ragione se lo stesso è diretto con capacità e non senza un certo innegabile grado di inventiva. Tradotto in modo ineccepibile dall’attrice e doppiatrice statunitense Jenny Slate, alla fin fine vi accorgerete davvero di quanto questo minuscolo invertebrato parlante che intraprende un viaggio della speranza alla scoperta delle sue radici sia realmente impossibile da non amare.

Vedere sto esserino ammiccante che parla con una vocina sottile sottile dei suoi problemi ad una persona in carne e ossa la quale si pone verso di lui in una docile e più che perfetta giustapposizione riporta quasi a una versione ancestrale di noi, liminalmente costretti fra la fanciullezza e l’età adulta, che prendiamo finalmente (ma più verisimilmente nostro malgrado) coscienza della realtà delle cose così come delle durezze della vita che siamo costretti ad affrontare ogni giorno.

Tutto ciò inietta un’enorme quantità di vis drammatica nel personaggio di Marcel, e di conseguenza lo spettatore inizia dopo un po’ a sentirsi empaticamente e risolutamente condotto verso il mollusco con un impeto che non così frequentemente è dato di sperimentare davanti a un film.

La sceneggiatura è di una tenerezza flagrante (“Indovina perché sorrido tanto?” chiede Marcel a un certo punto. “Perché ne vale la pena”), il recitativo (con le voci, fra gli altri, della nostra Isabella Rossellini) precisamente innestato sulle azioni dei vari personaggi, mentre l’animazione in stop-motion è eseguita con grande scaltrezza. Non c’è praticamente modo di aggirarlo questo gioiellino cinematografico, “Marcel the Shell” vi arriverà dritto nel cuore, e lì rimarrà per molto tempo.

Note di regia

Il processo che ha portato al film è stato un processo molto lungo, ma sono anche contento che ci siamo presi il nostro tempo. Era molto chiaro che alcuni studi erano più interessati a trasformare Marcel in un tipo di film in franchising con cui avevano familiarità. Invece, volevo fare un film davvero personale che sapevo non sarebbe stato come uno di quei film. Quindi, abbiamo trovato i partner e i finanziatori giusti e ci siamo davvero presi il tempo per trovare il giusto tipo di storia e viaggio che volevamo veder vivere Marcel. Penso che sia stato un tale dono sotto mentite spoglie riuscire a costruire questo personaggio lentamente e non fare davvero pressione su noi stessi per realizzarne uno show televisivo subito dopo che era diventato virale. Abbiamo iniziato con la sceneggiatura e poi abbiamo registrato prima l’audio, quindi la fase successiva è stata lo storyboard. Quindi, Kirsten Lepore, il nostro direttore dell’animazione, e io ci siamo seduti praticamente per un anno insieme e abbiamo disegnato ogni fotogramma del film. Ma quando lo fai e lavori solo con l’audio, improvvisamente sei nei panni di Marcel perché dici, ‘Oh aspetta, quella scena si svolge in cucina, e poi prende la scena successiva posto in cortile. Come farà ad arrivarci?’

Trailer

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Mirko Tommasi

Mirko Tommasi

Classe 1975, storico dello Spettacolo e saggista, collabora abitualmente con il Centro Audiovisivi di Verona. É appassionato di cinema nordamericano e cura una guida online ai film che porta il suo nome.

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