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Recensione “Cocainorso”: l’irresistibile dark-com su un orso strafatto

Cocainorso” di Elizabeth Banks è un’irresistibile dark-com che trae origine da un’incredibile storia vera su un orso morto di overdose dopo aver ingerito buona parte di un rilevante carico di cocaina fatto precipitare da un aeroplano nei boschi della Georgia. Del cast di “Cocainorso” fa parte anche l’attore Ray Liotta, scomparso l’anno precedente l’uscita del film nelle sale.

Indice

Cocainorso – tutte le informazioni

Trama

Ispirandosi ad una storia vera che ha dell’incredibile successa negli anni Ottanta, il film racconta di un trafficante di droga che lascia cadere un ingente carico di cocaina dal suo aereo. Il carico finisce nella foresta nazionale di Chattahoochee-Oconee, dove viene trovato da un orso nero americano il quale terribilmente affamato ne inghiottisce una parte, finendo intossicato. In preda ai fumi della droga, l’orso inizia a fare a brandelli chiunque abbia la sfortuna di trovarglisi di fronte. L’orso (che nella realtà non ammazzò nessuno) venne simpaticamente soprannominato Pablo Eskobear.

Recensione “Cocainorso”: l’irresistibile dark-com su un orso strafatto

Crediti

  • Tit. orig.: Cocaine Bear
  • Regia: Elizabeth Banks
  • Cast: Keri Russell, Margo Martindale, Ray Liotta, Alden Ehrenreich, Jesse Tyler Ferguson, Kristofer Hivju, Ayoola Smart, O’Shea Jackson Jr., Isiah Whitlock jr., Brooklynn Prince, Matthew Rhys, Shane Connellan, Conor Lambert, Allan Henry, Christian Convery, Hannah Hoekstra
  • Produzione: Stati Uniti, 2023
  • Casa di produzione: Brownstone Productions, Lord Miller, Universal Pictures
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Data di uscita: giovedì 20 aprile 2023

Riconoscimenti

Cocainorso” ha ricevuto una candidatura agli MTV Movie & TV Awards per il miglior cattivo all’orso. Sempre agli MTV Movie & TV Awards il film ha ottenuto una nomination per Jesse Tyler Ferguson per la performance più terrorizzante.

Recensione

Dopo che numerosi panetti di cocaina precipitano da un aeroplano e finiscono diretti nel parco nazionale di Chattahoochee in Georgia, ecco che una mamma orsa affamata li scova ed inizia a ingerirli. Una volta alteratasi per bene, l’orsa si imbatte in una coppia di sfortunati escursionisti e… via col macello!

L’entità dei decessi, la cifra cospicua di arti che volano assieme a uno sgorgare considerevolmente impetuoso di sangue fanno di “Cocainorso” un perfetto esempio di proto-splatter in grado perfettamente di attirare su di sé l’attenzione in special modo degli aficionados del genere. Dinamico e brillantemente ripreso, il racconto sull’orso strafatto che mutila cristiani in preda alla droga fa si che lo spettatore possa intraprendere un viaggio cruento e smodato in mezzo ai boschi, durante il quale la regista Elizabeth Banks (ne è passato di tempo da “40 anni vergine”, ma la sua singolare vis comica è rimasta evidentemente inalterata) dipinge con un pennello di setole di pelle umana una serie di ammazzamenti madornali, senza mai vacillare nella sua dedizione a ritrarre la carneficina.

La sceneggiatura è puntuale, l’effettistica ingenua tuttavia funziona a meraviglia nell’accentuare l’effetto parodistico della pellicola, gli interpreti (c’è anche il compianto Ray Liotta) pienamente proficui nell’accompagnare con piglio sfrenato buffonerie ed atrocità commesse dal plantigrado tossico. “Cocainorso”, fin dalle sue prime sequenze, si può dire insomma che mantenga ciò che promette: smembramenti, umorismo spiccio, e un divertimento peculiarmente trash.

Giudizio e conclusione

Cocainorso” è una commedia horror che sa offrire un divertimento a basso costo ma geniale e sorprendentemente spassoso, un valido passatempo da catturare soprattutto i fan del genere, ma che nemmeno un pubblico più generalista potrebbe alla fin fine disdegnare.

Note di regia

Proprio come, dopo aver visto Lo squalo, la gente non voleva entrare in acqua, voglio che la gente vada nei boschi e che abbia paura di incontrare un orso nero. Anche se, per la cronaca, non dovreste averne: non sono particolarmente pericolosi per gli esseri umani, a patto che non si siano fatti di cocaina, s’intende. Volevo sicuramente fare qualcosa di muscolare e maschile . Volevo smantellare alcune delle mitologie che circolano su quali tipi di film interessino alle donne. Per qualche bizzarra ragione, ci sono ancora dirigenti di Hollywood che pensano che le donne non siano capaci di fare cose tecniche. Ci sono letteralmente persone che dicono: ‘Le donne non amano la matematica’. Questo pregiudizio continua a persistere. Questo film è per una donna un grande rischio, potrebbe essere la fine della mia carriera.

Ho letto la sceneggiatura ad aprile 2020: per me un orso sotto cocaina è stato una metafora del caos scoppiato nel mondo. Non c’è niente di più caotico di un orso fatto di cocaina. Dirigere questo film è stato come addomesticare quella confusione e tirare fuori le persone da quel trauma. L’umorismo è stato importante: volevo davvero dare alle persone un’esperienza collettiva attraverso cui sfogare tutto il caos e il trauma che ci ha circondati. Ma anche dare la possibilità di ridere con i propri amici: dopo il cinema possono andare a prendersi una birra e stare insieme. Quest’orso non vuole fare niente di male. Per me in questo film ciò che rende cattivi i villain è la loro arroganza, la loro avidità. Non riescono a lasciar andare: devono rimettere le mani su quella borsa piena di soldi, non importa chi si mette sul loro cammino. Non vedono altro.

Trailer

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Mirko Tommasi

Mirko Tommasi

Classe 1975, storico dello Spettacolo e saggista, collabora abitualmente con il Centro Audiovisivi di Verona. É appassionato di cinema nordamericano e cura una guida online ai film che porta il suo nome.

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