Rango – Recensione

“Rango”: Spaghetti western per il film d’animazione in 3D di Gore Verbinski

Regia: Gore Verbinski – Cast: Johnny Depp, Abigail Breslin, Bill Nighy, Isla Fisher, Claudia Black, Harry Dean Stanton, Ray Winstone, Alfred Molina – Genere: Animazione, colore, 107 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Universal Pictures – Data di uscita: 11 marzo 2011.

rangoTorna il connubio vincente regia/attore della pellicola “Pirati dei Caraibi”. A dirigere “Rango” è infatti Gore Verbinski, al suo debutto in cattedra con un film di animazione, mentre a dare la voce al camaleonte domestico è Johnny Depp, il Jack Sparrow della saga dei corsari della Disney.

Rango è un camaleonte casalingo che si ritrova, quasi per caso, disperso nel deserto, e dovrà affrontare tutte le avversità che la natura selvaggia, a lui sconosciuta, gli impone, come ad esempio sopravvivere all’ostilità delle creature che abitano quel luogo, in particolar modo agli attacchi degli uccelli predatori. Insieme ad una sua simile, la camaleonte Borlotta (Isla Fisher) e all’armadillo Carcassa (Alfred Molina), conosciuti nel deserto, si recherà a Polvere, un villaggio popolato da creature simili a lui, ma decisamente ostili inizialmente nei suoi confronti in quanto straniero. Polvere in realtà sembra la digitalizzazione 3D degli scenari alla spaghetti western di Sergio Leone, e Rango in breve si ritrova ad essere lo sceriffo locale impegnato nella lotta contro il perfido Jack Sonagli (Billy Nighy) e sarà inoltre impegnato nella risoluzione di un mistero più grande di lui che aiuterà Polvere a sconfiggere i problemi legati alla siccità.

Un punto a favore di Verbinski, nel voler rendere credibile ed efficace l’ambientazione western, è di sicuro il reclutamento di mister Hans Zimmer, con cui aveva già collaborato nella trilogia “Pirati dei Caraibi”, che può essere considerato l’erede naturale di Ennio Morricone, da cui trae, in questo caso, palesemente ispirazione per creare lo score di “Rango”.

Sul fronte dell’utilizzo del 3D Verbinski è sempre un passo avanti, chi possa pensare che fare un film d’animazione richieda meno tempo di un film 2D si sbaglia, anche perché per “Rango” Verbinski ha voluto utilizzare l’implementata tecnica dell’Emotion Capture, l’evoluzione naturale del motion capture ampiamente impiegato per catturare i movimenti degli attori.

Il motion capture consiste nel mettere su un palcoscenico tutti gli attori, in costume presenti in una determinata scena, in modo da aiutare i disegnatori 3D nel difficile compito di riportare fedelmente le emozioni umane su creature antropomorfe.

Il film è idoneo per qualsiasi fascia generazionale e particolarmente indicato per chi ama le avvincenti, e sempreverdi, atmosfere western.

Eva Carducci

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